Tangenti Mose, 35 arresti. Sindaco di Venezia ai domiciliari. Richiesta d'arresto per Galan

Mercoledì 4 Giugno 2014
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Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è finito ai domiciliari nell'inchiesta per corruzione, concussione e riciclaggio, della Procura della città lagunare nell'ambito delle indagini sull'ex ad della Mantovani Giorgio Baita e gli appalti per il Mose. In manette anche l'assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso. Sequestrati beni per un valore di circa 40 milioni di euro.

35 arresti, coinvolto anche Galan. A vario titolo, sono state raggiunte da provvedimenti di custodia cautelare 35 persone (25 in carcere, 10 ai domiciliari), mentre un centinaio sarebbero gli indagati. Tra gli arrestati anche il consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo e il generale in pensione Emilio Spaziante. La Procura avrebbe chiesto l'arresto anche dell'ex governatore e ministro Giancarlo Galan, attualmente parlamentare e per il quale è necessario il via libera dell'apposita commissione. Galan avrebbe ricevuto dal 2005 al 2011 da Giancarlo Mazzacurati presidente del Cnv, anche tramite l'assessore Renato Chisso, uno stipendio annuo di un milione di euro. Lo si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Venezia nell'inchiesta sul caso Mose.

Il magistrato Nella sua qualità di magistrato in servizio presso la Corte dei Conti quale addetto alla sezione controllo di Venezia e poi passato alla sezione centrale controllo di Roma», scrive il giudice, Giuseppone avrebbe percepito «uno stipendio annuale oscillante tra i 300mila e i 400mila euro, che gli veniva consegnato con cadenza semestrale a partire dai primi anni duemila sino al 2008» e «non meno di 600mila nel periodo tra il 2005 e il 2006, con creazione delle idonee provviste da parte del Baita». I soldi, afferma ancora il Gip, servivano per «accelerare le registrazioni delle convenzioni presso la corte dei Conti da cui dipendeva l'erogazione dei finanziamenti concessi al Mose e al fine di ammorbidire i controlli di competenza della medesima Corte dei Conti sui bilanci e gli impieghi delle somme erogate al Consorzio Venezia Nuova».

Finanziamento illecito Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è accusato di finanziamento illecito in relazione alla sua campagna elettorale per le comunali del 2010. «Con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, Giorgio Orsoni, quale candidato sindaco del Pd alle elezioni comunali di Venezia del 2010, riceveva i contributi illeciti», «consapevole del loro illegittimo stanziamento da parte del Consorzio Venezia Nuova». Lo scrive il gip di Venezia nell'ordinanza sull'inchiesta Mose in relazione al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, ai domiciliari con l'accusa di finanziamento illecito.

Gli ex presidenti del magistrato alle acque Tra gli arrestati ci sarebbero inoltre due ex presidenti del magistrato alle acque emanazione del Ministero delle infrastrutture. In carcere sarebbero finiti Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva. Entrambi sarebbero entrati nella vicenda in base - secondo fonti degli inquirenti - a dichiarazioni fatte nel corso dell'inchiesta da parte degli indagati dei vari filoni d'indagine.

Il coinvolgimento di Milanese È indagato anche Marco Milanese, indicato «quale consigliere politico di Giulio Tremonti». Per Milanese la procura aveva chiesto l'arresto ma poi la richiesta è stata revocata il 13 maggio 2014. Inoltre, per Milanese il Gip non ha accolto al richiesta di sequestro preventivo. Roberto Meneguzzo, ad di Palladio Finanziaria, secondo l'ordinanza di arresto è stato il tramite per arrivare a Milanese.

L'inchiesta. Gli arresti eccellenti di questa mattina partono da una inchiesta della finanza di Venezia avviata circa tre anni fa. Il pool di pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino (Dda) aveva scoperto che l'ex manager della Mantovani Giorgio Baita, con il beneplacito del proprio braccio destro Nicolò Buson, aveva distratto dei fondi relativi al Mose, le opere di salvaguardia per Venezia, in una serie di fondi neri all'estero. Il denaro, secondo l'accusa, veniva portato da Claudia Minutillo, imprenditrice ed ex segretaria personale di Galan, a San Marino dove i soldi venivano riciclati da William Colombelli grazie alla propria azienda finanziaria Bmc.

Conti esteri, fatture false e bustarelle. Le Fiamme gialle avevano scoperto che almeno 20 milioni di euro, così occultati, erano finiti in conti esteri d'oltre confine e che, probabilmente, erano indirizzati alla politica, circostanza che ha fatto scattare l'operazione di questa mattina all'alba. Dopo questa prima fase, lo stesso pool, coadiuvato sempre dalla Finanza, aveva arrestato Giovanni Mazzacurati ai vertici del Consorzio Venezia Nuova (Cvn). Mazzacurati, poi finito ai domiciliari, era stato definito "il grande burattinaio" di tutte le opere relative al Mose. Indagando su di lui erano spuntate fatture false e presunte bustarelle che hanno portato all'arresto di Pio Savioli e Federico Sutto, rispettivamente consigliere e dipendente di Cvn, e quattro imprenditori che si spartivano i lavori milionari.

Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 07:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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