Truffava e violentava le clienti: la Cassazione condanna il Mago Franco

Mercoledì 4 Febbraio 2015
È definitiva la condanna a cinque anni e quattro mesi del "Mago Franco", al secolo Franco Uggetti, cartomante ed "esoterista" che, come hanno accertato i giudizi di merito, approfittava «dei gravi problemi personali» e della «prostazione psicologica» di «molte donne» per ottenere «prestazioni di natura economica» e, alla fine, anche «di tipo sessuale».



La terza sezione penale della Cassazione ha respinto il ricorso dell'uomo, un sessantacinquenne originario di Pavia, che svolgeva la sua attività a Rozzano (Milano). È quindi confermata la pena emessa dalla Corte d'Appello di Milano del 29 aprile 2014 (e quella in primo grado con rito abbreviato del gup di Milano) per truffa e violenza sessuale con le aggravanti dei motivi abbietti e della minorata difesa. A giudizio della Cassazione - sentenza n. 5171 che si riferisce all'udienza del 9 gennaio - i giudici d'Appello hanno ben ricostruito il «modus operandi» dell'uomo non solo con le dichiarazioni delle donne offese ma anche con «riscontri esterni, quali intercettazioni telefoniche e servizi di appostamento» effettuati dalla Guardia di Finanza: il sedicente mago Franco, si legge nella sentenza, «facendo leva su ignoranza e superstizione, ma soprattutto su condizioni di estrema debolezza, aveva indotto le persone offese medesime a sottoporsi a riti "propiziatori" o volti ad allontanare il 'malocchiò, così come a prestarsi addirittura a pratiche sessuali», fatte apparire come «momento della "procedura" magica».



Sulla base di tale quadro, secondo gli ermellini, sono giuste le aggravanti comminate, e contestate nel ricorso. L'uomo era stato arrestato nel luglio 2013 per avere per oltre 6 anni, dal 2006, truffato e abusato sessualmente di donne con problemi personali, di salute, o di natura psicologica, incassando fino 900 euro a "rito", circa 200mila euro solo negli ultimi due anni come prezzo di quella che lui definiva «trasmissione di energia». Nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip si era difeso dicendo che «con la scusa di leggere le carte, ho infuso fiducia a queste persone».
Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 17:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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