Lucca, teme di essere licenziato: operaio uccide il caporeparto a colpi di pistola

Martedì 7 Aprile 2015
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Temeva di essere licenziato: per questo Massimo Donatini, 43 anni, operaio in una cartiera a Porcari, stamani, secondo quanto lui stesso ha raccontato ai carabinieri, ha ucciso il suo caporeparto Francesco Sodini, 52 anni.



Donatini, che abita a Capannori con la famiglia, ha raggiunto in auto il quartiere di Lucca dove abitava il suo capo, ha atteso che scendesse per prendere la macchina e recarsi al lavoro e gli ha sparato diversi colpi di pistola. L'omicidio sarebbe avvenuto davanti a testimoni, tra cui la moglie dello stesso Sodini che si è affacciata alla finestra dell'abitazione dopo aver sentito gli spari.



Donatini avrebbe premeditato l'omicidio, rubando al padre la pistola, una calibro 9x21, sembra regolarmente denunciata. Sul posto, dopo l'omicidio, è subito arrivata la polizia per i rilievi, mentre l'operaio poco dopo si è consegnato al comando provinciale dei carabinieri dove si trova tuttora. Il fratello della vittima è un ispettore di polizia in servizio alla questura di Lucca.



Il caporeparto ucciso stamani a Lucca era responsabile del settore caldaie negli stabilimenti di Diecimo e Porcari delle cartiere del gruppo Lucart. È quanto si apprende da alcuni dipendenti delle cartiere rimasti scioccati dall'omicidio. Massimo Donatini lavorava nello stabilimento di Porcari che conta alcune centinaia di dipendenti. In tutto, il gruppo Lucart ha più di mille lavoratori. La crisi, spiega chi lavora nelle cartiere, si è fatta sentire anche nel settore ma per gli stabilimenti Lucart non ci sono situazioni di gravi difficoltà. Al 31 marzo scorso si è chiusa una procedura di mobilità che ha interessato una sessantina di persone nei tre stabilimenti.



«Sconvolti ed increduli. Questi sono gli stati d'animo condivisi da tutto il personale del gruppo Lucart e dalla proprietà per il tragico evento di questa mattina, che ha provocato la scomparsa di un collaboratore stimatissimo da tutti. Francesco Sodini era in azienda da 30 anni, nei quali si era sempre distinto per dedizione, competenza, correttezza e serietà». È quanto si legge in una nota dell'azienda cartaria Lucart dopo l'omicidio di stamani. «Siamo tutti sconvolti per l'assurdità di quello che è accaduto ed increduli per le persone che ne sono state coinvolte - afferma Massimo Pasquini, amministratore delegato del Gruppo Lucart - Mai, in nessun modo, erano emersi in azienda elementi che potessero far presumere un'esplosione di violenza da parte di un operaio modello, anche lui nostro collaboratore da oltre 25 anni. Nessuna ipotesi di riduzione di personale lo aveva visto coinvolto nè lo avrebbe coinvolto in futuro. Ci stringiamo alla famiglia di Francesco alla quale manifestiamo il nostro cordoglio ed il nostro affetto più sincero in questo momento di grande dolore. Un pensiero di umana vicinanza e comprensione va anche ai familiari di Massimo Donatini, il nostro dipendente che si è costituito».



Il sindaco. «Non so che dire siamo tutti sotto choc: non riusciamo a spiegarci perchè sia accaduto....». Il sindaco di Porcari, Alberto Baccini, tratteggia uno scenario economico e sociale che non evidenzia particolari tensioni che avrebbero potuto far decidere Massimo Donatini, operaio di una cartiera di Porcari, di far fuoco e uccidere il caporeparto Francesco Sodini, pare perchè temesse di essere licenziato. «A Porcari ci sono grandi aziende ma il clima è di tipo familiare e il settore cartario è quello che ha tenuto meglio di molti altri di fronte alla crisi. Porcari - spiega il sindaco - è grande come un fazzoletto ma produce il 20% della ricchezza della provincia di Lucca: complessivamente ci sono 6.000 posti di lavoro, un numero che è addirittura cresciuto rispetto al 2008», anno d'inizio della crisi economica. «Dove il lavoro non manca - aggiunge il sindaco - ci sono ovviamente meno tensioni sociali, a cominciare, ad esempio, da quella dell'integrazione con una quota del 10% di stranieri».
Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 08:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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