Ilva, 53 indagati: anche Vendola e il sindaco di Taranto. Oggi 15 operai intossicati

Ilva, 53 indagati: anche Vendola e il sindaco di Taranto. Oggi 15 operai intossicati
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Militari della Guardia di finanza di Taranto hanno notificato in Puglia e in altre zone d'Italia l'avviso di chiusura delle indagini preliminari a 53 indagati dell'inchiesta per disastro ambientale a carico dell'Ilva. Il provvedimento riguarda dirigenti, funzionari e politici.

Tra gli indagati ci sono anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano. Secondo quanto indicato negli atti dell'accusa, nei mesi scorsi Vendola avrebbe tentato di «far fuori» il dg di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, figura "sgradita" all'azienda. E' accusato di concussione aggravata in concorso.

Ippazio Stefano è formalmente indagato dall'aprile scorso, quando fu firmata la proroga di 6 mesi dell'inchiesta "Ambiente svenduto". Stefano è stato rieletto lo scorso anno a capo di una coalizione di centrosinistra: i magistrati ipotizzano nei suoi confronti il reato di abuso e omissioni in atti d'ufficio. Per l'accusa, non si sarebbe adoperato con le necessarie misure per tutelare la salute dei cittadini.

L'inchiesta. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e dai sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano. Quest'ultimo è titolare di due fascicoli d'inchiesta relativi ad incidenti mortali verificatisi all'Ilva di Taranto, fascicoli che sono stati inglobati nell'inchiesta-madre oggi chiusa. I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale all'avvelenamento di sostanze alimentari, all'emissione di sostanze inquinanti con violazione delle normative a tutela dell'ambiente.

Vendola: momento di grande turbamento. «In questo, che è il momento di più grande turbamento, continuo a dare una straordinaria importanza all'inchiesta sull'Ilva - ha detto Vendola - La mia amministrazione ha provato a scoperchiare le pentole e a vedere dove nessuno aveva visto prima. L'inchiesta sull'Ilva è di straordinaria importanza perché ha provato a sancire un principio sistematicamente ignorato della Costituzione, ed è quello della responsabilità sociale dell'impresa. Sono orgoglioso di aver guidato un'amministrazione che nel 2006 ha raddoppiato gli organici dell'Arpa e che ha investito mezzo milione di euro per comprare lo spettrometro per consentire indagini sulle diossine».

«Andrò il prima possibile a rispondere alle domande del pm sulla questione Ilva - ha detto Vendola - Siamo in una fase preliminare e penso che la verità arriverà immediatamente».

«Non sono stato e mai sarò a busta paga di Emilio Riva» ha detto in conferenza stampa Vendola, aggiungendo che per questo può «chiedergli conto dell'inquinamento ambientale. In solitudine abbiamo tenuto la schiena dritta davanti a un interlocutore che è un duro protagonista di un certo capitalismo come Emilio Riva». Vendola ha ricordato che «vi è stato solo un punto vero di contrasto tra me e una parte della città di Taranto e dell'opinione pubblica nazionale sulla chiusura dell'Ilva. Mi sono battuto contro la chiusura e a favore della riqualificazione ambientale e non ho mai fatto un passo indietro su questa sfida fondamentale. Per questo oggi davanti a un teorema accusatorio che è ragione di dolore per me, non intendo minimamente perdere quella serenità che mi deriva da aver operato con coscienza ed amore per la città di Taranto».

Ilva, fumi da Siviera: 15 operai intossicati. Quindici operai dell'Ilva questa mattina sono stati portati in infermeria dopo aver avvertito sintomi di intossicazione per aver inalato fumi che si sono sprigionati dalla Siviera di emergenza della Colata a caldo dell'Acciaieria 1, probabilmente a causa di un incendio. Lo ha reso noto il coordinatore provinciale di Taranto dell'Usb (Unione sindacale di base) Francesco Rizzo, che ha giudicato «grave l'atteggiamento di alcuni responsabili di reparto che hanno chiesto ai lavoratori di continuare a lavorare nonostante l'accaduto e senza aver effettuato le opportune verifiche».

Operai intossicati, secondo caso in pochi giorni. Il caso dei 15 operai rimasti intossicati stamani è il secondo in pochi giorni. La sera del 19 ottobre scorso - ricorda l'Usb - altri sei dipendenti del Siderurgico mentre erano al lavoro nell'area del CCO1 hanno avuto grosse difficoltà di respirazione in seguito all'inalazione «di monossido di carbonio e chissà quali altre sostanze, sprigionate nel capannone senza che nessun tipo di allarme abbia avvertito le maestranze». Gli operai, soccorsi nella infermeria, non avevano riportato gravi conseguenze. Il coordinatore provinciale dell'Usb Francesco Rizzo osserva che «l'Acciaieria e le Colate continue 1 e 5 necessitano di grandi e immediati interventi, partendo dalla salvaguardia della salute e sicurezza di chi ci lavora, che allo stato delle cose non viene garantita».

Mercoledì 30 Ottobre 2013, 13:59 - Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 12:56
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