Forconi, il leader se la prende con i “banchieri ebrei”: bufera sul movimento

Venerdì 13 Dicembre 2013
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Non bastava prendersela con i politici, «tutti uguali»: ora nel mirino del Movimento 9 dicembre, o almeno del loro leader, ci sono anche i banchieri ebrei. «Colpevoli» di rendere «schiava» l'Italia.

Affermazioni che hanno immediatamente provocato la reazione non solo della comunità ebraica italiana e di quella araba, ma anche di uno dei leader dei Forconi, Mariano Ferro, che bolla chi le ha fatte come «esaltato» e «malato mentale». Andrea Zunino, portavoce del Movimento 9 dicembre che ha organizzato le recenti manifestazioni di protesta, in un'intervista a 'Repubblicà spiega gli obiettivi della rivolta: «Vogliamo le dimissioni del Governo. Vogliamo la sovranità dell'Italia, oggi schiava dei banchieri, come i Rothschild». E poi rincara la dose: «è curioso che cinque o sei tra i più ricchi del mondo siano ebrei, ma è una cosa che devo approfondire».

Non lo turba la replica del giornalista, che gli ricorda come da dichiarazioni come questa sulle banche «ebraiche» sia nato il nazismo: «non ho le prove - risponde Zunino - ma penso che Hitler, che probabilmente era pazzo, si sia vendicato con l'antisemitismo del voltafaccia dei suoi iniziali finanziatori americani». «Affermazioni deliranti» commenta subito il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna.

Affermazioni che «danno il senso di un disagio che si fa sempre più profondo e richiamano, senza alcun pudore e vergogna in chi le ha pronunciate, un periodo storico caratterizzato da morte, violenza, negazione dei diritti più elementari». Reagisce anche Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma: «purtroppo in un clima di disperazione gli spacciatori di odio, i fanatici dell'Europa dei popolì, l'estrema destra e la sinistra antagonista speculano alimentando non solo i peggiori stereotipi antiebraici e antisemiti ma anche la cultura contro i valori dell'accoglienza e del rispetto delle diverse identità di cui oggi si compone l'Europa unita». Quelle di Zunino sono »parole deliranti, pericolose e strumentali nei confronti delle religioni e della religione ebraica« afferma il presidente del Co-mai (le Comunità del Mondo arabo in Italia), il palestinese musulmano Foad Aodi, che mette in guardia: le proteste di oggi in Italia «hanno molto in comune con le cosiddette 'primavere arabè, che cominciarono dal basso e in modo democratico ma poi vennero cavalcate e strumentalizzate da movimenti politici, religiosi e infiltrati».

Critico anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, che definisce «sacrosanta» l'essenza della protesta ma invita a condannare «senza se e senza ma» le offese e le illegalità. Prende le distanze, infine, la deputata di Forza Italia Elena Centemero: «non si può sostenere chi, per esprimere il proprio dissenso, sceglie le scorciatoie violente, l'illegalità o il ricorso ad accuse e stereotipi anacronistici e infondati come quelli contro le persone di religione ebraica».

Le proteste In alcune regioni intanto si è sgonfiata la protesta dei forconi mentre in altre parte proprio in queste ore o acquista nuova forza. Ed è prevista per mercoledì prossimo, 18 dicembre, una protesta dei Forconi a Roma, così come è stato annunciato oggi dal Coordinamento 9 dicembre. Questo il quadro delle proteste regione per regione.

Valle d'Aosta - Sono iniziati alle 16 di oggi i due presidi organizzati dal Coordinamento 9 dicembre Valle d'Aosta. Ad Aosta è in corso un volantinaggio lungo la strada di accesso alla città, mentre a Verres i circa 60 manifestanti si sono posizionati vicino all'uscita dell'autostrada A5.

Piemonte - Torna la normalità, a Torino, dopo le proteste dei dei giorni scorsi. Regolare la circolazione stradale.

Lombardia - Quarto giorno di protesta dei Forconi a Milano dove è ancora in piedi il presidio a piazzale Loreto. Volantinaggio e proteste anche ai rondò di accesso alla Fiera di Rho-Pero, senza però particolari problemi per la viabilità e anche in viale Stucchi a Monza.

Friuli Venezia Giulia - Oggi pomeriggio a Monfalcone (Gorizia) i negozi hanno spento le luci per 10 minuti. A Zoppola (Pordenone) continua il presidio; stamani il presidente della Provincia di Pordenone e alcuni sindaci hanno portato solidarietà. Domani mattina è atteso a Orcenico (Pordenone) uno dei leader del movimento dei Forconi, Mariano Ferro.

Veneto - Continua ad essere il casello di Montecchio Maggiore, nel vicentino, il fulcro della protesta dei forconi. Alcune centinaia di studenti si sono uniti ai manifestanti, portando complessivamente a 500 le persone che animano la protesta. Chiuso il casello in entrata e in uscita, con ripercussioni anche lungo la viabilità ordinaria.

Liguria - È stato sgomberato dalla polizia la notte scorsa, verso le 4, l'accampamento di manifestanti allestito all'ingresso del ponte sul fiume Roja, a Ventimiglia. Gli agenti hanno anche allontanato un secondo gruppo di manifestanti che ha tentato di formare un blocco sulla statale 20 del col di Tenda a Roverino. Manifestazioni di studenti a Sanremo e Ventimiglia.

Emilia-Romagna - Volantinaggio al casello Modena nord e occupazione a singhiozzo della strada, rallentando l'ingresso degli automezzi in A1. Corteo di protesta a Piacenza.

Marche - Nessun blocco nelle Marche. Stamani breve volantinaggio dei Forconi al casello autostradale di Senigallia, ma senza interruzioni del traffico.

Lazio - Continua il presidio dei Forconi ad Ostiense (Roma) e le proteste nel frusinate ed a Latina. In piazza, a Latina, comizio davanti a 200 persone del leader Danilo Calvani, agricoltore Pontino. Ancora attivi due presidi nel frusinate: al casello dell'A1 a Frosinone e a Ceprano.

Basilicata - Autotrasportatori, studenti e agricoltori stamani hanno bloccato il traffico lungo la strada statale Jonica, nei pressi di Scanzano Jonico (Matera), creando disagi.

Campania - A Napoli i Forconi hanno indetto nel pomeriggio un presidio con la partecipazione di Danilo Calvani, del coordinamento nazionale. In Campania oggi non si sono registrati nuovi blocchi, ma persistono problemi nella distribuzione. Senza carta sono rimaste alcune tipografie di Salerno e non sono stati riforniti i negozi di alcune catene di abbigliamento.

Abruzzo - A Lanciano, oggi, manifestazione con corteo promossa dal Coordinamento 9 dicembre. Per domani mattina è stato annunciato ad Atessa (Chieti) un presidio di cittadini.

Molise - Si è allargata a Campobasso la protesta dei 'forconì che domenica scorsa è cominciata in Molise con un presidio sulla ss 87, davanti il casello dell'A14 a Termoli, ed un altro a Isernia, lungo la ss 85. A Termoli nuove adesioni.

Puglia - Situazione rientrata nella normalità in tutta la regione. Si sono tenuti solo alcuni presidi, uno dei quali dinanzi alla prefettura di Bari. La procura di Trani ha aperto una inchiesta per danneggiamenti e violenze nei confronti di commercianti costretti a chiudere durante le manifestazioni a Barletta. Sette denunciati per violenza privata.

Calabria - In Calabria è attivo un solo presidio dei «Forconi», composto da una decina di persone, che distribuiscono volantini allo svincolo autostradale dell'A3 di Cosenza.

Sardegna - Nuova giornata di protesta; non si sono avuti oggi blocchi stradali. Questa mattina presidio simbolico dei «forconi» sardi a Cagliari, davanti alla sede del Consiglio regionale, per dire che la battaglia non è ancora finita. I manifestanti non escludono altre azioni di protesta.

Panettone a rischio Panettone a rischio sulle tavole natalizie degli italiani: i blocchi dei "forconi" e dei vari movimenti di protesta di questi giorni sulla rete autostradale e in molti centri urbani, hanno notevolmente rallentato le consegne ai dettaglianti, mentre la chiusura forzata di molti negozi e centri commerciali hanno frenato i tradizionali acquisti delle famiglie per le festività. A segnalarlo sono aziende e associazioni imprenditoriali, tra queste anche l'Aidepi, associazione nazionale delle industrie del dolce e della paste italiane, che parla di «molte criticità segnalate dalle imprese, soprattutto nei tratti di consegna dai punti di smistamento ai dettaglianti», dice all'ANSA il direttore Mario Piccialuti.

Ad essere più penalizzate naturalmente sono le aziende - tra cui pregiati marchi del made in Italy - che producono quasi esclusivamente dolci per le ricorrenze come panettoni e torroni. Al punto che per recuperare sui tempi, le associazioni delle imprese tra cui la stessa Aidepi, hanno chiesto al ministero dei Trasporti una deroga al divieto di circolazione degli autotrasportatori per il prossimo fine settimana, quello prenatalizio. Le chiusure forzate dei centri commerciali e dei negozi durante le proteste e i blocchi di questi giorni «avranno sicuramente ricadute nel bilancio delle vendite difficile ora da quantificare ma che vedremo successivamente» afferma Piccialuti. Le criticità sono state rilevate lungo tutta la Penisola ma soprattutto in Puglia e in Piemonte, segnala l'associazione delle aziende dolciarie e della pasta.

Panettone a rischio sulle tavole natalizie degli italiani: i blocchi dei 'forconì e dei vari movimenti di protesta di questi giorni sulla rete autostradale e in molti centri urbani, hanno notevolmente rallentato le consegne ai dettaglianti, mentre la chiusura forzata di molti negozi e centri commerciali hanno frenato i tradizionali acquisti delle famiglie per le festività. A segnalarlo sono aziende e associazioni imprenditoriali, tra queste anche l'Aidepi, associazione nazionale delle industrie del dolce e della paste italiane, che parla di «molte criticità segnalate dalle imprese, soprattutto nei tratti di consegna dai punti di smistamento ai dettaglianti», dice all'ANSA il direttore Mario Piccialuti. Ad essere più penalizzate naturalmente sono le aziende - tra cui pregiati marchi del made in Italy - che producono quasi esclusivamente dolci per le ricorrenze come panettoni e torroni.

Al punto che per recuperare sui tempi, le associazioni delle imprese tra cui la stessa Aidepi, hanno chiesto al ministero dei Trasporti una deroga al divieto di circolazione degli autotrasportatori per il prossimo fine settimana, quello prenatalizio. Le chiusure forzate dei centri commerciali e dei negozi durante le proteste e i blocchi di questi giorni «avranno sicuramente ricadute nel bilancio delle vendite difficile ora da quantificare ma che vedremo successivamente» afferma Piccialuti. Le criticità sono state rilevate lungo tutta la Penisola ma soprattutto in Puglia e in Piemonte, segnala l'associazione delle aziende dolciarie e della pasta.

Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 09:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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