Expo, le frasi choc di Paris:«Vi do tutti gli appalti che volete, basta che mi fate fare carriera»​

Giovedì 8 Maggio 2014
«Io vi do tutti gli appalti che volete se favorite la mia carriera». È quello che in sostanza avrebbe detto Angelo Paris, il direttore pianificazione e acquisti di Expo 2015 arrestato in un'intercettazione agli atti, parlando con alcuni componenti dell'associazione per delinquere. Lo ha spiegato il pm Claudio Gittardi.



L'ex parlamentare Gianstefano Frigerio, arrestato oggi nell'ambito dell'inchiesta su Expo, si sarebbe speso anche attraverso l'invio di bigliettini ad Arcore, per raccomandare all'ex premier Silvio Berlusconi e al presidente della Regione Roberto Maroni il manager Angelo Paris come successore di Antonio Rognoni al vertice di Infrastrutture Lombarde, quando quest'ultimo il 20 marzo scorso è stato arrestato nell'ambito di un'altra inchiesta. È quanto si legge nell'ordinanza del gip Fabio Antezza nella parte in cui scrive che due persone intercettate il 28 marzo scorso al telefono «confermano la circostanza per la quale Frigerio ha effettuato, a dire degli stessi sodali, un ulteriore intervento presso Maroni e presso Berlusconi per raccomandare la nomina di Paris presso Infrastrutture lombarde spa».



Uno dei due interlocutori, Giovanni Rodighiero, ritenuto dagli investigatori «stretto collaboratore di Frigerio», sostiene di avere visto quest'ultimo «andare ad Arcore... sai che io non dico tutte le settimane ma il lunedì e il venerdì c'ho sempre la lettera da portare... solo che adesso bisogna stare molto più abbottonati, ti spiego anche il perché... c'è il cerchio magico da Berlusconi». Quanto all'invio di messaggi scritti da parte di Frigerio attraverso Rodighiero a esponenti politici di vertice per perorare la posizione di Paris, secondo Antezza «si evidenziano alcuni dati oggettivi a riscontro del contenuto delle intercettazioni». In particolare, il giudice evidenzia che i cellulari «in oggetto hanno effettivamente agganciato ripetitori ubicati nel Comune di Arcore».




«Il dato essenziale è che si era creata ed era operativa da almeno un anno e mezzo o due anni una struttura criminale in grado di condizionare gli appalti

in Lombardia e in parte anche di societè pubbliche di rilievo nazionale come una gara della Sogin (la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, ndr)». Così il pubblico ministero Claudio Gittardi, uno dei pm titolari dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini che oggi ha portato all'arresto di sette indagati, ha sintetizzato l'attività di indagine alla conferenza stampa di presentazione.



in carcere sono finiti i presunti promotori e alcuni partecipanti all'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d'asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e rivelazione di segreti d'ufficio che, come dichiarato dal procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati «ruota intorno alle figure di Gianstefano Frigerio, Primo Greganti e Luigi Grillo». Si tratta dell'ex parlamentare ed ex segretario regionale della Democrazia cristiana già condannato con sentenza definitiva per vicende legate a Tangentopoli; del cosiddetto Compagno G che ai tempi di Mani pulite rifiutò ogni collaborazione con i magistrati; e dell'ex senatore ed ex presidente della Commissione lavori pubblici e comunicazione. Con loro in carcere sono finiti con l'accusa principale di aver partecipato all'associazione Sergio Cattozzo, ex segretario regionale Udc della Liguria; Enrico Mattauro, l'imprenditore che più di tutti avrebbe tratto profitto dall'attività del sodalizio a cui versava mensilmente «tra i 30 e i 40mila euro» per garantirsi l'assegnazione di appalti anche milionari; e Angelo Paris, direttore generale Divisione Construction and Dismantling e responsabile ufficio contratti di Expo 2015 spa, che in una telefonata intercettata, secondo quanto riferito oggi in conferenza stampa, sarebbe stato sentito dire:
«Vi do tutti gli appalti che volete, basta che mi garantiate avanzamenti di carriera»​. Ai domiciliari è invece finito Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde già arrestato lo scorso 20 marzo per associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni della Regione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e l'abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo su Infrastrutture Lombarde.



Passaggi di denaro sono stati filmati dalla Guardia di Finanza di Milano che ha eseguito gli arresti nell'inchiesta che vede al centro diversi appalti pubblici, tra cui alcuni bandi di gara per Expo, e che ha portato all'arresto di sette persone. A svelarlo è il pm di Milano Claudio Gittardi che sottolinea come le riunioni quotidiane si svolgevano nella sede sociale del circolo culturale Tommaso Moro. Sono stati filmati «passaggi di denaro tra l'imprenditore Enrico Maltauro (finito oggi in manette) ad altri dell'associazione», spiega nella conferenza stampa.
Ultimo aggiornamento: 15:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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