Cosenza, Cocò, bruciato in auto a 3 anni:
moneta da 50 centesimi, forse firma dei killer

Lunedì 20 Gennaio 2014
Il piccolo Nicola Campolongo, ucciso e dato alle fiamme insieme al nonno

Corpi consumati, completamente distrutti dal fuoco appiccato con almeno 15 litri di benzina.

Sono questi i primi raccapriccianti elementi che emergono dalle indagini sul triplice omicidio di Cassano allo Jonio nel quale sono stati uccisi e dati alle fiamme Giuseppe Iannicelli, sorvegliato speciale di 52 anni, la compagna marocchina Ibtissam Touss, di 27, ed il nipotino dell'uomo, Nicola Campolongo, di appena tre anni. La crudeltà con la quale i killer si sono accaniti su un bambino così piccolo non ha precedenti nella storia della criminalità in Calabria e spinge il vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Nunzio Galantino, ad affermare che il volto carbonizzato di quel «bambino è un appello senza parole».

Al vescovo fa eco il procuratore della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, secondo il quale nell'area della Sibaritide «c'è una criminalità sanguinaria». Nel corso della notte i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno sentito numerosi familiari e conoscenti di Iannicelli, ma gli interrogatori non sembra siano serviti a raccogliere elementi utili alle indagini. Le testimonianze raccolte sono servite principalmente a ricostruire tutti gli spostamenti di Iannicelli prima della scomparsa e ad accertare se l'uomo avesse avuto recentemente contrasti con altre persone. Iannicelli, la sua compagna ed il piccola Nicola sono stati visti in vita per l'ultima volta giovedì sera, mentre la denuncia della loro scomparsa è stata presentata il giorno dopo dal figlio dell'uomo.

Al momento l'ipotesi più accreditata dagli investigatori è quella che il triplice omicidio sia maturato nell'ambito della criminalità che gestisce il traffico e lo spaccio di droga nella zona della Sibaritide. I carabinieri stanno anche valutando, viste le modalità efferate del triplice delitto, se ci sia stato anche un coinvolgimento diretto da parte delle cosche della criminalità organizzata locale. E proprio per questo motivo che la Dda di Catanzaro, in stretto contatto con la Procura di Castrovillari, ha aperto un fascicolo d'indagine. Dai primi accertamenti è emerso che l'automobile con a bordo le tre vittime ha bruciato per diverse ore, consumando completamente i corpi e risparmiando solamente un bossolo che è stato trovato nell'abitacolo dell'automobile. Inizialmente, quando i carabinieri sono arrivati sul luogo del ritrovamento, è stato anche difficile riuscire a capire quanti fossero i cadaveri carbonizzati che si trovavano nella vettura.

Al momento, però, non è stato ancora possibile stabilire se il luogo del ritrovamento dei cadaveri sia lo stesso in cui è avvenuto l'omicidio delle tre vittime. Stamane, intanto, a Cosenza si è svolta la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, allargato al Procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ed al sindaco di Cassano, Gianni Papasso. Durante la riunione è stato deciso di incrementare i controlli del territorio per «riaffermare la presenza dello Stato nell'area della Sibaritide».

Una moneta da cinquanta centesimi è stata ritrovata vicino alla Fiat Punto bruciata nella contrada impervia di Cassano dove il 52enne Giuseppe Iannicelli, il nipotino di tre anni Cocò e la 27enne marocchina chiamata Betty sono stati trovati carbonizzati ieri mattina. Potrebbe essere significativa, ma gli investigatori stanno ancora lavorando alacremente sul caso. «Naturalmente non possiamo dire se sia stata lasciata lì apposta oppure sia un ritrovamento casuale -spiega all'Adnkronos il capo della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo che assumerà le indagini - però nel caso fosse stato fatto apposta, ed è già successo in altri casi, penso che vorrebbe dire lasciare un messaggio, tipo tu non vali niente».

Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 14:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA