Messina, comprano bimbo romeno per 30mila euro: coppia arrestata. Altri 6 fermi

Messina, comprano bimbo romeno per 30mila euro: coppia arrestata. Altri 6 fermi
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Giovedì 26 Febbraio 2015, 10:23 - Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio, 17:10

I carabinieri del comando Provinciale di Messina hanno notificato sei fermi della Dda ad altrettanti cittadini italiani e hanno fermato due cittadini romeni ai quali viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù.

I militari del Nucleo Investigativo hanno sventato il tentativo di alcuni pregiudicati della provincia di Messina di vendere, dopo averlo acquistato in Romania, un bambino di 8 anni ad una coppia della zona, che ha pagato 30.000 euro per entrare in possesso del minore, invece di seguire la regolare procedura della richiesta di adozione.

L'indagine si è dipanata tra la Sicilia, la Toscana, dove uno dei fermati poteva vantare appoggi, e la Romania. Gli 8 fermati si trovano ora tutti in carcere, in attesa di essere interrogati dal magistrato. I dettagli sulla vicenda saranno resi noti in una conferenza stampa alle 10,30 presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina.

C'è anche la coppia che avrebbe dovuto prendere in consegna il bambino tra gli 8 fermati dei carabinieri a Messina per associazione per delinquere e riduzione in schiavitù. Per evitare l'iter dell'adozione avrebbe pagato 30mila euro a un'organizzazione che avrebbe 'acquistatò il piccolo nel suo Paese d'origine. Il bambino è stato preso in consegna dai militari dell'Arma.

Nelle intercettazioni telefoniche ascoltate dai carabinieri per bloccare la vendita del bimbo romeno di otto anni, i trafficanti chiamavano il piccolo «pacchetto» o «cosetto» e discutevano dei termini dello scambio. Al telefono erano i fratelli Aldo e Franco Galati Rando, con diversi precedenti per altri reati e il loro contatto brindisino in Romania Vito Calianno, un uomo che vive di espedienti.

Proprio quest'ultimo ha contattato la famiglia romena che era in gravi condizioni economiche e ha accettato di vendere il piccolo. Il bimbo romeno era destinato alla coppia originaria di Castell'Umberto (Me) ma residente in Svizzera, dove gestivano attività alberghiere e night. Avevano già un figlio grande ma, non riuscendo ad avere un altro figlio e non volendo perdere tempo con l'adozione si sarebbero rivolti ai Galati. I militari dell'Arma sono risaliti a loro ascoltando i Galati Rando per un'altra indagine su auto rubate. Quando hanno capito che il «pacchetto» non era un'auto rubata ma un bambino, i militari hanno seguito i loro movimenti e li hanno bloccati allo sbarco della nave a Messina.