Poste, dallo Stato 262 milioni l'anno: è l'onere per la fornitura del servizio universale 2015-2019

Giovedì 16 Luglio 2015 di Rosario Dimito
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Scende a 262,4 milioni l’onere annuo per la fornitura del servizio universale da parte di Poste Italiane nel quinquennio 2015-2019. Nell’ambito della spending review, la legge di Stabilità di quest’anno ha tagliato 80 milioni; ma per non mettere in difficoltà il gruppo guidato da Francesco Caio, è prevista una compensazione fino a 89 milioni. E’ questo uno dei passaggi salienti del nuovo contratto di programma in fase di definizione e che, pur non avendo una interdipendenza con il previsto collocamento, costituisce uno degli ultimi tasselli del decollo della privatizzazione attesa per fine ottobre. A questo riguardo, Caio e il cfo Luigi Ferraris sono da ieri a Londra per incontri con gli investitori: passaggi utili per tastare il terreno in vista della Borsa.

Nei giorni scorsi la bozza del contratto di programma è stata inviata dal ministero dello Sviluppo, al ministero dell’Economia e all’Agcom per un parere. Quindi il testo passerà alle commissioni parlamentari prima della firma da parte del ministro Federica Guidi. Nella sostanza però, c’è già convergenza fra le parti. Rispetto al contributo annuo percepito fino al 2014 (340 milioni), Poste riceverà meno a fronte della raccolta e distribuzione delle lettere anche se il contratto contempla un extra a carico del fondo-compensazione che è costituito dai competitor.

Con riferimento alla rete degli uffici postali, allo scopo di contenere l'onere del servizio universale, il gruppo di corrispondenza può ridefinire la propria articolazione di base del servizio secondo parametri più economici, valutando con le autorità locali una eventuale presenza più efficace rispetto all'evoluzione della domanda di servizi nelle singole aree territoriali. Questo significa che Poste ogni anno può sottoporre all’Autorità l’elenco degli uffici che sono in perdita: l’Agcom compie una verifica sul campo e autorizza la chiusura di alcune sedi piuttosto che la riduzione dell’orario di lavoro. A seconda della densità di popolazioni, gli uffici postali apriranno tre giorni per ogni settimana con un tetto di 18 ore, oppure due giorni con un tetto di 12 ore.



POSTA ELETTRONICA

A Poste viene inoltre assegnato un ruolo rilevante nel processo di realizzazione dell’Agenda digitale con riferimento ai servizi di e-government (carte di identità elettroniche, posta elettronica certificata), vendite on line, servizi di riscossione e pagamento. Poste inoltre riveste già un ruolo centrale nella distribuzione e commercializzazione di carte valori postali (francobolli) in un'ottica di contenimento dei relativi costi, e formula proposte finalizzate a promuovere e diffondere la cultura filatelica.

Infine, il nuovo contratto regola i rapporti internazionali: Poste si impegna ad osservare gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, nonché gli accordi stipulati dallo Stato italiano con soggetti di diritto internazionale.

Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 09:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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