Il filosofo Severino: «Torna la critica della Chiesa al modello del capitalismo»

Martedì 25 Novembre 2014 di Marco Ventura
ROMA - Papa Francesco punta l’indice sul «grande vuoto ideale nel cosiddetto Occidente».

Ma c’è questo vuoto ideale?

È perplesso il filosofo Emanuele Severino. «Noi sentiamo – dice - un uomo di grande rilevanza spirituale affermare una cosa scontata: che non ci dev’essere tutta questa violenza o ingiustizia o disparità sociale».



Ovvietà? Il Papa parla dei poveri, dei migranti, degli anziani... A questo si riferisce?

«Sì, appunto, tutte ovvietà, però è anche vero che sarebbe negativo se la massima autorità della Chiesa e quindi del cattolicesimo mondiale non le dicesse pubblicamente. Il Papa è quasi costretto a dire cose che a una lettura superficiale possono sembrare ovvie. Ed è anche giustificato a farlo, perché oggi i cristiani sono oggetto di violenza in varie parti del mondo e quindi il capo dei cattolici fa sentire la sua protesta verso un mondo che sta andando dove non dovrebbe».



La società attuale e l’Europa soffrono di perdita dei valori?

«È indubbio che i valori della tradizione sono perduti, lo constatiamo nel comportamento della gente, nei costumi, nelle abitudini morali, nella gioventù, nello sbandamento e nell’anomia sociale, ma anche a livello più profondo. Nella cultura filosofica degli ultimi duecento anni è andata in crisi l’idea che il mondo sia retto da un ordine immutabile guidato da Dio che si riflette in campo sociale, politico, economico, artistico. Il tragico è che questa perdita dei valori, che Nietzsche ha chiamato morte di Dio, è inevitabile e ai miei amici cattolici faccio spesso osservare che fanno troppo poco i conti con questa ineluttabilità».



Il Papa dice che la malattia dell’Europa è la solitudine, che l’uomo non dev’essere oggetto di consumo...

«Che il capitalismo consideri l’uomo come merce è un vecchio discorso marxiano. Se si presta attenzione a quello che ha detto oggi il Pontefice e che hanno detto i suoi predecessori, anche il fenomeno dell’egoismo rientra in una categoria più ampia: la critica che la Chiesa va conducendo al capitalismo. È il capitalismo a favorire lo scontro fra individui rivendicanti ognuno il proprio ambito di libertà, l’egoismo. In passato c’è stato il tentativo marxista e comunista, glorioso ma fallimentare, di togliere di mezzo il capitalismo, fallito perché anche i nostalgici e le sinistre si collocano all’interno del sistema capitalistico».



E la Chiesa?

«Fa un tentativo analogo, riprende l’atteggiamento dell’inizio del ’900 di critica verso il liberalismo in quanto non il profitto privato ma il bene comune dev’essere lo scopo della società. Se si vuole che lo scopo del capitalismo cambi, si vuole in realtà la distruzione del capitalismo».



Il Papa è anti-capitalista?

«Il cattolicesimo degli attuali Papi sì, eppure le grandi forze della tradizione, cristianesimo compreso, si servono della stessa tecnica che da servitrice del capitalismo è destinata a diventarne la padrona. Lo si vede nel sistema mass-mediatico di cui si avvale la Chiesa, e nella tecnica della carità». Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 00:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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