Cappella Sistina in affitto per i poveri
concerto di beneficenza per soli vip
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Cappella Sistina in affitto per i poveri concerto di beneficenza per soli vip Leggi subito sul Messaggero Digital
di Franca Giansoldati
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Ottobre 2014, 22:34 - Ultimo aggiornamento: 23:59

Quando Gioacchino Rossini compose la Petite messe solennelle, qualche anno prima di morire, non immaginava di certo che il suo testamento spirituale, due secoli dopo, avrebbe aiutato un Papa a soccorrere i più poveri, i barboni, gli ultimi, i reietti della società. Rossini sarebbe stato più che felice di sapere che il silenzio immobile, irreale, quasi celestiale della Cappella Sistina, il sancta sanctorum di celebrazioni e conclavi, fino all'elezione di Francesco, il pontefice che ha scelto di chiamarsi così per realizzare «una Chiesa povera per i poveri», sarebbe stato rotto dalle note della sua composizione sacra. E che proprio quelle note sarebbero servite per offrire un riparo ai senza tetto, medicine agli ammalati, cibo alle mense parrocchiali. Già, perché è la prima volta che Francesco accorda ad un benefattore, stavolta la Porsche, la possibilità di usufruire straordinariamente della Sistina per organizzare un concerto, naturalmente a scopo benefico destinato a pochissimi spettatori. Più che uno spettacolo, stavolta, sembra una specie di missione umanitaria che permetterà al Papa venuto da lontano di aiutare, aiutare, aiutare.

CARITÀ

In passato sono stati ospitati diversi concerti all'interno della Sistina alla presenza di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger; vi hanno diretto direttori importanti, anche Riccardo Muti con la Filarmonica della Scala, così come sono stati affittati spazi dentro ai musei per cene esclusive nello scenografico cortile della Pigna. Tuttavia a memoria di chi lavora in Vaticano mai è stato pensato in questi termini. «I tesori del Vaticano devono essere utilizzati per fare del bene» aveva promesso Papa Bergoglio ai cardinali. Il concerto esclusivo, anzi, esclusivissimo, avverrà sabato prossimo alle 1930. E' destinato a sole 38 persone. Avranno la fortuna di sedersi sotto la volta michelangiolesca ad ascoltare il coro di Santa Cecilia diretto dal maestro Ciro Visco. Ad accompagnare i maestri di coro, saranno due pianoforti armonium, esattamente come era stata originariamente concepita la partitura da Rossini. La serata speciale ha un tema: «Arti e Carità» a sottolineare come gli ultimi, le loro necessità, le loro urgenze sono nel cuore di Bergoglio.

GLI ULTIMI

Il Papa, naturalmente invitato, ha fatto sapere che non potrà essere presente. Fino a sabato è impegnato con il sinodo sulla famiglia, e poi il giorno successivo lo aspetta un'altra giornata campale con la beatificazione di Paolo VI in piazza san Pietro. Il raccolto della Petite messe solennelle, un’opera che si compone di quattordici pezzi ricchi di inventiva armonica e melodica, sarà gestito da padre Corrado Kraiewski, il religioso polacco che per conto di Papa Bergoglio attraversa le periferie di Roma su una utilitaria bianca a donare ai chi ne ha bisogno un po’ di speranza. Quando Francsco gli affidò il nuovo incarico di elemosiniere si raccomandò: «Non sarai un vescovo da scrivania, né ti voglio vedere dietro di me durante le celebrazioni. Ti voglio sapere sempre tra la gente. Tu dovrai essere il prolungamento della mia mano per portare una carezza ai poveri, ai diseredati, agli ultimi. A Buenos Aires uscivo spesso la sera per andare a trovare i miei poveri. Ora non posso più: mi è difficile uscire dal Vaticano. Tu allora lo farai per me, sarai il prolungamento del mio cuore che li raggiunge e porta loro il sorriso e la misericordia del Padre celeste». Da quel giorno padre Kraiewski non ha smesso di essere la longa manus di Bergoglio nei sobborgi più disperati, nelle case di riposo romane, nelle baraccopoli degli immigrati, nei campi rom. Rossini che scriveva: «O caritade virtù del cor, tu l’uomo infervori di santo ardor. Tu l’affratelli e nei martìr consoli il povero de suoi sospir» ne sarebbe davvero contento.

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