Crisi: aumenta l’Iva, torna il rischio-Imu

Domenica 29 Settembre 2013 di Luca Cifoni
Crisi: aumenta l’Iva, torna il rischio-Imu
Servirebbe comunque un provvedimento di legge, che entri in vigore entro marted: se il governo non riuscir ad approvarlo - il che con l’accelerazione della crisi appare sempre più improbabile - l’aumento dell’Iva scatterà automaticamente, in forza del decreto di fine giugno che spostava al primo ottobre la scadenza precedentemente fissata a luglio.



Ma il passaggio dal 21 al 22 per cento dell’aliquota ordinaria è solo la conseguenza più immediata della tempesta che ha investito l’esecutivo. Quelle più profonde si manifesteranno - se non si troverà una via di uscita - nel corso delle prossime settimane. Entro il 15 ottobre va definita la legge di stabilità, ossia il provvedimento che fissa gli spostamenti di entrate e uscite relativamente al prossimo triennio, sostanzialmente le grandi linee della politica economica. Per la stessa data però l’esecutivo dovrà inviare un documento a Bruxelles, il Draft Budgetary Plan, che sintetizzi gli effetti contabili dei provvedimenti da adottare. A novembre poi la commissione europea dovrebbe formulare le proprie previsioni economiche, tenendo conto delle indicazioni per il futuro date dal governo italiano, ma anche di quelle relative all’anno in corso. In assenza delle misure di aggiustamento dei conti 2013 le strutture tecniche di Bruxelles con tutta probabilità prenderebbero atto del prevedibile superamento del 3 per cento, anche se la nuova procedura per disavanzo eccessivo partirebbe con il consuntivo, dunque nella primavera del prossimo anno.





ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

Ovviamente anche un governo in carica per l’ordinaria amministrazione può presentare in Parlamento la legge di stabilità, ma è difficile che si spinga a programmare nuove iniziative di politica economica. Così ieri il viceministro dell’Economia Stefano Fassina ha evocato la possibilità che il provvedimento sia adottato sotto stretta sorveglianza della troika, ossia degli inviati di Ue, Bce e Fmi, secondo lo schema attuato in Grecia. Per Fassina c’è anche il rischio di un fortissimo rialzo dello spread tra Btp e Bund, dell’ordine di 200-300 punti.





Per metà ottobre era atteso anche il provvedimento che avrebbe dovuto cancellare la seconda rata dell’Imu per le abitazioni principali e per i fabbricati rurali, con un costo di circa 2,4 miliardi. La copertura di questo intervento si presentava già difficoltosa: se alla fine salterà gli italiani andranno a pagare il 16 dicembre. Per il 2014 l’applicazione dell’aumento Iva e il mentenimento dell’Imu comporterebbe per i contribuenti maggiori esborsi per circa 9 miliardi.

Da un punto di vista contabile sia l’incremento dell’Iva sia il versamento della seconda rata dell’Imu erano inclusi nelle ultime stime del governo, per cui non cambierebbe nulla; resterebbe però da trovare nel 2013 quel miliardo e mezzo necessario a riportare il rapporto deficit/Pil entro il 3 per cento. Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 18:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA