Vaticano, anche Harvard, Tim e Google per sostenere la prima Hackathon per studiare soluzioni per i migranti

Città del Vaticano – Per trovare una soluzione mondiale alla crisi dei migranti il Vaticano si affida alla tecnologia: in collaborazione con tanti cervelli di Harvard e del Mit di Boston prenderà il via dall’8 all’11 marzo il primo raduno via web di esperti di informatica e tecnologia chiamato Hackathon. Sviluppatori di software, programmatori, ingegneri per una maratona che avrà finalità didattiche e sociali. Una sorta di maratona di cervelli (il termine hackathon nasce dalla crasi di hack e marathon), di tutte le fedi ed etnie, che collaboreranno confrontando e usando le loro competenze tecnologiche per identificare soluzioni in ambiti come l’inclusione sociale, il dialogo tra le religioni e le crisi mondiali di migranti e rifugiati.

L’avvenimento è promosso dalla società Optic in collaborazione con la Segreteria per la comunicazione, con il Pontificio consiglio della cultura e con la sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. «Noi pensiamo che la tecnologia possa aumentare la scala dell’efficienza di quelle organizzazioni che offrono supporto e aiuto a chi ha bisogno». Una iniziativa che si spera abbia un impatto sui giovani di tutto il mondo. L’evento ha avuto il sostegno di Google, Microsoft e Tim.
 
 
 

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