Usa, fa il bullo sul bus: il padre lo costringe a correre fino a scuola per una settimana

Quando ha sentito il nome di suo figlio affiancato alla parola bullismo, il cuore di Bryan Thornhill è andato in mille pezzi. Una delusione profonda derivata dal fatto che il suo bambino di 10 anni, al quale era convinto di aver impartito sani principi, non era la vittima, bensì l'aggressore. Un sentimento che lo ha spinto a una punizione esemplare che, a quanto racconta, sembra stia portando buoni frutti: per tutta la settimana ha costretto il figlio a correre a scuola a piedi, anche quando in cielo non splendeva il sole.
 
La scorsa settimana Bryan era stato chiamato a scuola dagli insegnanti che gli hanno comunicato che il figlio era stato bandito per tre giorni dallo scuolabus: era quello, infatti, il teatro degli atteggiamenti da bulletto del piccolo che si era mostrato aggressivo, terrorizzando alcuni compagni. Uno choc per Bryan, che non avrebbe mai potuto immaginare che il suo bimbo potesse assumere comportamenti così inappropriati. Armato di tutta la buona volontà, per impartirgli una lezione ha deciso di mandarlo a scuola correndo, costringendolo a macinare chilometri per tutta la settimana. Ovviamente nella piccola “maratona” il bambino è stato controllato dal padre che lo ha seguito in macchina. Nelle scorse ore Bryan ha deciso di condividere sul web il filmato del suo bambino sotto la pioggia mentre corre, mostrando al mondo quella che ha definito “una punizione esemplare”.

«Ciao a tutti - dice l'uomo nel video mentre filma la corsa del bambino - Mio figlio è finito nei guai dopo aver fatto il bullo sullo scuolabus e per tre giorni non potrà metterci piede. Questo è un atteggiamento che non posso tollerare, quindi correrà per tutta la settimana fino a scuola anche se piove». La punizione, secondo quanto ha raccontato Bryan, sta portando buoni frutti e il comportamento del bambino sta migliorando. «Questa settimana non ha avuto problemi a scuola, mentre la scorsa era stato totalmente indisciplinato. I professori sono contenti di come si sta comportando nelle ultime ore. Faremo in modo che i suoi insegnanti siano felici e che lui non disturbi più i suoi compagni. Questo è quello che io chiamo “fare il genitore”. Insegnate ai vostri figli a comportarsi bene, non siate amici, siate genitori: è quello di cui i bambini hanno bisogno in questi tempi». 

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