Il turismo non diventi l'alibi del degrado

Che stanchezza, che disincanto, che fatica vivere a Roma: davvero la Città Eterna oltre alle sue bellezze ineguagliabili offre oggi una specialità unica: litigi in politica e disagi permanenti. Il pomo della discordia delle ultime ore riguarda i bus turistici e le tariffe che pagano per iniettare milioni di turisti nel centro storico. Tariffe che andavano aggiornate anni fa e che per la solita questione del consenso sono rimaste ferme a cifre irrisorie. Spiccioli.
Autisti e società, come da prassi consolidata, hanno risposto con uno sciopero per alcune ore. Il metodo della pressione sindacale con intralcio al traffico, impazzito, pagato e sudato da tutti, maledizione, è l'arma classica sfoderata in questi casi.

Peccato: una volta tanto che, consenziente Virginia Raggi, un problema spinoso come quello dell'invasione dilagante dei mastodonti veniva affrontato, ecco che lo scontro interno alla compagine grillina rischia di vanificare o annacquare l'esito di una delibera sacrosanta. Non è solo questione di introiti per le casse del Campidoglio o di allineare le tariffe per rendersi conto che puntare i piedi è insostenibile. C'è in campo la gigantesca questione dell'occupazione di prezioso spazio pubblico, un assalto incontenibile. Vero: il turismo è alleato dell'economia, a patto però che non diventi complice del degrado. Sindaco, un po' di coraggio: i mastodonti diano al Campidoglio quel che è del Campidoglio.

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