Trono di Spade, vive nel rione Monti di Roma il fabbro che crea le armature per Lannister e Stark

“L’inverno è arrivato” al rione Monti. Da tempo, ormai. Da quando centinaia e centinaia di elmi, scudi e soprattutto armature, sono state forgiate per tutte le famiglie in lotta mortale per la conquista del Trono di spade. Che cosa hanno in comune gli Stark, i Targaryen, i Lannister? Un cuore tutto romano. Quello dell’incisore Luca Giampaoli che vive e crea nel suo laboratorio-studio-ex fonderia incastonato nel cuore del rione Monti, in piazza San Martino ai Monti, e lavora dividendosi tra l’arte dei metalli preziosi e i set internazionali.

Lui ama definirsi un “artigiano puro”. È stato lui a creare fior di armature e gioielli di scena, impegnato per anni, e una sequenza di stagioni, sul set della saga televisiva di culto mondiale, tratta dai romanzi di George R.R. Martin. Un estro romano che da Monti è partito al seguito di Jon Snow e di Daenerys la madre dei draghi, di Cercei e Jamie e degli Estranei, sempre più morti e sempre più armati. Pensare che Luca, 52 anni, non ha neanche un televisore in casa («il finale col drago non-morto non l’ho visto»). Ha cominciato a fare cinema per caso: «Avevo 17 anni, un giorno un signore venne nel mio laboratorio per chiedermi se riuscivo a realizzare un’armatura di placche cinesi. Ci sono riuscito. E da lì ho fatto tutte le armature per L’ultimo imperatore di Bertolucci».

Da quel successo, il cinema è venuto a bussare alla sua bottega di Monti. Lavora a mano e in 3D. Piccolo Budda, Troy, Eragon, John Carter. Persino Bollywood l’ha voluto. «Tanti mesi in India, esperienza indimenticabile». L’elenco è lungo. «Come lavoro? Parto da Roma con tutti i miei attrezzi e intervengo direttamente sul set: diciamo che il mio laboratorio è chiuso in casse pronte per partire», racconta Giampaoli, che per otto mesi l’anno, negli ultimi cinque anni è stato impegnato sul set del Trono di Spade negli studios di Belfast («lo stesso cantiere dove è stato costruito il vero Titanic», dice). «Io vengo dal mondo delle cose vere, sono diplomato incisore di zecca, una tradizione di famiglia, ed è questa caratteristica che mi porto sul set», dice.

La costumista del Trono di Spade lo conosceva bene, quando l’ha chiamato: «Dai suoi disegni - precisa Luca - ho una percentuale di libertà creativa per ottenere diversi effetti. Il lavoro, però, è complesso: si girano in contemporanea più scene di più puntate, ci sono almeno quattro set in piedi, e le mie armature devono amalgamarsi sempre con costumi e scenografie». Un artigiano del cinema, Giampaoli, una di quelle eccellenze da backstage, lontano dalla ribalta, ma che rendono potente la macchina dei sogni che è il cinema. Una realtà lavorativa che sarà celebrata proprio dalla kermesse “VideoCittà” (dal 19 al 28 ottobre), che raccoglie un carnet di eventi studiati per far conoscere le professionalità dell’audiovisivo.

Quella di Luca non è una storia isolata. Tanti sono ancora gli artigiani, nell’accezione più antica del termine, che vivono e lavorano nelle stradine e nelle piazzette del rione Monti. Antichi falegnami, dove l’arte dell’intaglio e della scultura si porta avanti di generazione in generazione, tra via dei Capocci, via Panisperna, via degli Zingari, via Sant’Agata dei Goti. Basta una passeggiata per scoprirli. Ma anche gli empori, dove «qualsiasi cosa tu cerchi, da qualche parte c’è», raccontano i residenti, indicando via Madonna dei Monti e degli Zingari. Ancora, l’antica bottega di pellame e il fabbro di via Urbana. «Botteghe artistiche che lavorano tantissimo, ma che rischiano di scomparire per l’aumento degli affitti fuori mercato - lamenta la consigliera del I Municipio Nathalie Naim - sostituite da finte gallerie d’arte con somministrazione e ristorazione veloce o negozi di souvenir».

 

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