Mogol nuovo direttore della Siae: «Siamo in guerra: si sta attentando al diritto d'autore»

«Siamo in guerra: si sta attentando al diritto d'autore. Responsabili sono le multinazionali piene di miliardi. Ma spero tanto che vinceremo: loro hanno i miliardi e fanno attività di lobbying, noi abbiamo ragione». Il neo presidente della Siae Mogol chiama alle armì sul fronte della battaglia europea per la riforma del copyright, auspicando il via libera dell'Europarlamento che voterà mercoledì 12 settembre. «È un problema di tutti, non solo della Siae: se la cultura dovesse soccombere davanti ai soldi, sarebbe grave per tutti, italiani ed europei».


«Il diritto d'autore - dice Mogol all'Ansa - altro non è che il compenso a 50 mila creativi, di cui molti giovani. E il compenso medio di questi ragazzi è meno di mille euro al mese senza contributi». Eletto alla guida della Società degli autori e editori «con voto unanime, cosa che fa particolarmente piacere», Mogol sente tanto più «la responsabilità di parlare chiaro, a gran voce, e di portare avanti una battaglia che, in caso di sconfitta, potrebbe avere conseguenze catastrofiche. La prima cosa che farò è invitare a un incontro tutte le società europee di incasso dei diritti per organizzare insieme una difesa valida ed efficace».

Quanto alla concorrenza sul fronte interno, il neo presidente Siae intravede «il rischio che si ritratti tutto al ribasso, una tendenza che è già iniziata». Ma intanto ci tiene a sottolineare un concetto: «Chi regala il diritto d'autore è un ladro, perché regala qualcosa che non è suo». E promette: «C'è chi non paga la Siae. Per ora non faccio nomi. Poi li farò».

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