Macerata, spari da auto in corsa, sei feriti: sono tutti di colore. Una vendetta per Pamela: bloccato un uomo avvolto nel tricolore

Quando l'hanno fermato era avvolto in una bandiera tricolore. Luca Traini, 28 anni, incensurato e originario delle Marche, è l'uomo responsabile di aver seminato il panico nel centro di Macerata sparando da un'auto in corsa e ferendo 6 immigrati. Due di loro sono ricoverati in ospedale con riserva di prognosi e potrebbero essere operati a breve. Meno gravi le condizioni degli altri quattro i quali non è escluso che vengano dimessi a brevi.

Forse una vendetta per l'omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza romana uccisa, fatta a pezzi e chiusa in due valige, per cui è stato arrestato il nigeriano Innocent Oseghale.Tentato omicidio è il reato ipotizzato. Al momento la posizione del giovane è ancora al vaglio degli investigatori ma a suo carico dovrebbe essere formalizzato l'arresto.

Inseguito dai carabinieri Traini è sceso dall'auto, si è tolto il giubbetto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del Monumento. Si è poi girato verso la piazza e ha fatto il saluto fascista:
«Viva l'Italia», avrebbe urlato. Poi sono arrivati i carabinieri e non ha opposto resistenza. A bordo dell'auto la pistola, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d'acqua.

L'uomo avrebbe sparato anche contro la sede del Pd a Macerata. Lo conferma un tweet di Deborah Serracchiani: «Il folle che ha sparato su cittadini inermi e contro la sede del pdnetwork a Macerata è un esponente della Lega candidato alle comunali 2017». Chi come Salvini e Fedriga «fa l'occhiolino agli estremisti -incalza l'esponente dem- prenda immediatamente le distanze».

Il folle gesto sarebbe legato ad una vendetta per l'omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza romana uccisa, fatta a pezzi e chiusa in due valige, per cui è stato arrestato il nigeriano Innocent Oseghale.
I primi colpi sono partiti a un chilometro dalla casa dell'atroce delitto. A quanto sembra i feriti sarebbero tutti di nazionalità straniera. Subito soccorsi sono ora in ospedale.



Paura, apprensione e momenti di grande trepidazione. Atmosfera irreale in centro con gente barricata in casa e nei negozi, anche il sindaco aveva invitato i cittadini a non uscire: 
«C'è uno squilibrato che si aggira in città, non uscite per strada». L'allarme ora sembra essere rientrato.
 
Hanno provato «un grande senso di liberazione» i due carabinieri che hanno bloccato lo sparatore dopo il raid xenofobo a colpi di pistola per le vie di Macerata. Quando Traini ha cominciato a sparare sono stati inviati nelle strade del centro con i dispositivi di protezione e l'hanno intercettato. I loro nomi non vengono resi noti. «Abbiamo provato un grande senso di liberazione per la città e anche per noi - hanno detto subito dopo aver bloccato l'uomo - Siamo due genitori. È andata bene così».

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