Sono tornati i barbari, del parcheggio

Il parcheggio un’utopia: una giovane
donna mi vede girare e mi dice
di seguirla, che mi lascia il posto
C’è ancora speranza #Roma #Tuscolana
@LaTataBlu

Far scendere un passeggero dalla macchina per occupare un parcheggio libero è una brutta abitudine. E, per sopravvivere nella giungla capitale, chi più chi meno lo ha fatto almeno una volta: sul lungotevere o davanti al Policlinico, allo stadio o al Palalottomatica prima di un concerto. 

Ma ormai a Roma si esagera. Così in viale Marconi, davanti alle Poste, una ragazza sale su una Smart. All’istante le si piazza dietro una Golf con le quattro frecce. La ragazza suona il calcson poi abbassa il finestrino e urla qualcosa al conducente della Golf, un ragazzo dell’Est. Alla fine scende e gli urla: «Te ne devi andare! Questo posto lo sto lasciando a un collega che attacca adesso». Lo straniero le risponde male e subito è circondato da un branco di colleghi che lo “invitano” a colpi di pugni sul cofano a cercarsi un altro parcheggio. 

Ieri scena analoga in via Rasella: c’è un posto libero davanti a una birreria. Una Panda inchioda e mette la freccia ma una donna gli urla: «È occupato». Il conducente si guarda intorno e chiede: «Ma da chi?». E lei: «Dal mio capo, sta facendo il giro». L’uomo ingrana la retromarcia e parcheggia lo stesso: «Mi scusi - le dice - ma c’è un limite». In quel momento arriva il capo con un Suv e comincia a insultarlo. Il proprietario della Panda si allontana. Ma poi, ripensando ai rischi, torna indietro, riprende l’auto e va via. 

Il limite? È stato oltrepassato. La civiltà è alle spalle. Sono tornati i barbari. E stavolta hanno vinto.

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