Incidente Frecce Tricolori, il pilota Oscar del Dò indagato: atto dovuto, i reati di disastro aereo e omicidio colposo

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La famiglia «Cosa ho sbagliato? Cosa potevo...

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La famiglia

«Cosa ho sbagliato? Cosa potevo fare di diverso?», continua invece a ripetere Paolo Origliasso, 49 anni, papà di Laura. La prima notte senza la sua bambina è stata insonne e tormentata. Ha visto la figlia morire, senza poter far nulla. In un gesto estremo, nel tentativo di sganciare il seggiolino dell'auto, si è ustionato le mani. Appena uscito dall'ospedale, una macchina dei carabinieri lo ha accompagnato al Regina Margherita per assistere l'altro figlio, Andrea, 12 anni, in terapia intensiva. Per lui i medici hanno iniziato ieri mattina a sospendere la sedazione. Ha ustioni sul 30 per cento del corpo. Papà e mamma, assistiti da un team di psicologi, dovranno trovare le parole per spiegargli quello che è successo. «Chiedevo aiuto, ma nessuno ha fatto niente», prosegue Paolo. L'auto ha preso fuoco in un attimo. Nella sua mente ha rivissuto mille volte la terribile scena: la Citroen con a bordo lui, la moglie Veronica, Laura e Andrea. Pochi minuti per arrivare a casa, dopo il pranzo dai nonni e la spesa al supermercato. All'improvviso, la tragedia. «Ho sentito solo un colpo forte»: erano i rottami dell'aereo che colpivano la sua Citroen. L'auto era a gpl: ci è voluto poco perché prendesse fuoco ed esplodesse. «Doveva essere un giorno felice. A pranzo con i nonni. I bambini erano felici», il ricordo. E nemmeno nonna Gianna riesce a darsi pace. Appena ha saputo è corsa lì, vicino a casa sua. «La mia Laura non c'è più. Perché il Signore non ha preso me al posto suo? Perché non c'ero io sulla macchina? Non c'è più la mia Laura, io cosa faccio ancora qui?». Nonna Gianna continua a piangere. Doveva essere una giornata come tante per questa famiglia del Torinese. Veronica e Paolo avevano da poco comprato casa: erano entusiasti. Invece adesso è un viavai dall'ospedale: anche lei è ancora ricoverata.

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