Battiston, Asi: «Su Marte fra 30 anni, prima torneremo sulla Luna. Italia sempre più determinate nella space economy»

Marte deve avere pazienza: dovrà attendere una trentina d'anni per il costosissimo (mille miliardi di dollari) sbarco dell'uomo che però in tempi più "umani" tornerà sulla Luna magari dopo aver allestito una nuova stazione spaziale a metà strada fra la Terra e il satellite, magari con la presenza a bordo di Samantha Cristoforetti, per adesso candidata a tornare in orbita sia con i colleghi europei, russi e americani sia - pare sempre più concreto - con i taikonauti della Cina, potenza ormai conclamata anche nello spazio. E' affidato a Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia spaziale italiana, il compito di raccontare il ruolo sempre più determinante dell'Italia negli infiniti scenari del cosmo e delle conseguenti ricadute che, grazie alle imprese spaziali, fanno galoppare il progresso dalla fine degli anni Cinquanta 

L'occasione arriva con la presentazione a Roma in piazza San Marco del decimo master in Istituzioni e Politiche Spaziali alla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (Sioi), alla presenza del presidente, Franco Frattini, e dell'astronauta, Samantha Cristoforetti. 

«L'obiettivo tra 20-30 anni è Marte, ma è evidente che ci sono obiettivi intermedi (la Luna, ndr)e non potrà essere una iniziativa solo americana il costo della missione su Marte equivale al costo di 10-20 volte quello della Stazione Spaziale internazionale, sono 1000 miliardi di dollari - ha detto Battiston - Rispetto ad una guerra del Golfo - ha aggiunto Battiston - è poco, ma ci vuole una volontà politica di investire cifre di questa dimensione per obiettivi che sono si di natura tecnologica ma fortemente legati a obiettivi strategici diplomatici. È necessario quindi mettere a punto una governance internazionale». «Marte rimane un sogno in prospettiva. E quando si chiede chi vuole andare su Marte si alzano milioni di mani. Poi concretamente ci andremo con ExoMars 2020 e siamo a una fase avanzatissima di sviluppo per perforare in profondità la sua superficie con un robot europeo».



«La grande novità dei prossimi anni nelle attività spaziali globali sarà la Cina che si appresta a inviare in orbita la sua stazione spaziale verso il 2024», ha detto ancora Battiston. «Per molti anni la Cina ha ricevuto una serie di no dagli Stati Uniti», ha detto Battiston riferendosi all'offerta di cooperazione spaziale da parte dei cinesi sulla Iss «ora i cinesi ci vanno da soli nello spazio con Tiangong (Palazzo celeste, ndr1 e 2 e dal 2024 in poi avranno la loro stazione spaziale».


«I cinesi hanno una macchina industriale spaventosa e molte risorse, per questo motivo seguiamo con molto interesse quello che fa la Cina. Inoltre, la Cina sta stanziando una cifra importante per creare una base di simulazione di Marte», ha spiegato Battiston, continuando la sua analisi sull'impegno nel settore spaziale dei vari paesi. «L'India, invece, non ha un programma spaziale ancora approvato, - ha aggiunto - ma sta lavorando perche è uno dei giganti dello spazio. Nel futuro indiano c'è anche la possibilità di mettere in orbita degli astronauti».

«Perfino gli Emirati - ha continuato Battiston - stanno tentando di mettere in orbita uno strumento scientifico intorno a Marte. Hanno questa Mars mission prevista per il 2020, appoggiandosi fortemente all'industria americana, perche non hanno ancora questa capacità ma stanno facendo nascere la loro agenzia spaziale e crescere la loro comunità spaziale. E stanno anche sviluppando un simulatore marziano». Quanto alla Russia, ha spiegato Battiston «è uno dei comproprietari importanti della Iss e stanno inoltre incominciando a pensare ad una stazione spaziale commerciale, si parla di un possibile modulo russo che possa ospitare turisti, ma al momento sono solo idee. I russi hanno una base in Siberia e stanno creando un nuovo lanciatore. Il motore russo dello spazio non ha intenzione di fermarsi e quindi sono dei soci importantissimi in questo settore».

«Sono ottimista e guardo con molta fiducia al dopo elezioni», ha detto ancora Battiston riguardo alla neonata cabina di regia sulle attività spaziali varata dal governo a dicembre scorso. «La cabina di regia è nata con una legge approvata dal voto di tutti parlamentari. Entro un mese ci sarà l'attuazione», ha detto Battiston convinto che la nuova governance per lo spazio italiano decollerà in pieno. «La cabina di regia dovrà interagire con 10 ministri e tutte le regioni - ha aggiunto -. È una novità enorme. Abbiamo competenze industriali in tutte le regioni. Questa legge è stata sorgente di grande apprezzamento europeo».

E della Cina ha parlato anche Samantha Cristoforetti: «C'è interesse dell'Asi e dell'Esa a intensificare la cooperazione spaziale con la Cina sul volo umano».  Astrosmantha, che ha svolto un addestramento in Cina proprio la scorsa estate, sottolinea che «c'è da tempo un memorandum con la Cina sui voli degli astronauti dopo il 2020, anni in cui - spiega - un astronauta europeo dovrebbe andare sulla futura Stazione spaziale cinese» che andrà in orbita verso il 2024.


 

Leggi l'articolo completo su Il Messaggero
Outbrain
Champions League, R.Madrid-Roma 3-0 gol di Isco, Bale e Mariano
Figli uccisi a Rebibbia, la mamma: «Ora sono liberi»
Auto travolge passanti a San Pietro: 5 feriti, 3 sono bambini
Follia sulla metro B: il rapper entra in cabina e "sequestra" il treno «Così disarmo il vigilante» E l'Atac fa partire un'inchiesta
Flat-tax sui redditi alti, non solo Ronaldo: sempre più “paperoni” scelgono l’Italia L'anteprima sul Messaggero Digital