Variante Omicron, il vaccino la «indebolisce». Il manager contagiato: pochi sintomi grazie alle dosi

Variante Omicron, il grido del manager italiano contagiato: «Sto bene grazie al vaccino»

«Il vaccino ha funzionato, sia per i miei familiari, anche anziani, sia per me, i sintomi sono molto blandi» racconta il manager casertano, ancora isolato in casa, tornato dal Mozambico contagiato dalla variante Omicron. Era passato da Fiumicino, Napoli e Milano. Ora ci sono almeno duecento passeggeri da trovare e sottoporre al tampone perché hanno viaggiato in aereo con il primo contagiato italiano dalla variante Omicron. In 132 (più l’equipaggio) sono atterrati il mattino del 12 novembre a Fiumicino su un Boeing 787 di Qatar proveniente da Doha; gli altri erano su un aereo più piccolo, un Airbus 319 di Ita Airways partito da Napoli e atterrato a Milano Linate nel tardo pomeriggio del 15 novembre. Su entrambi i voli (su quello da Doha era in business) c’era il quarantottenne di Caserta, manager di Eni, tornato dal Mozambico contagiato dalla Omicron. La Regione Lazio cercherà anche un migliaio di altri viaggiatori arrivati a Fiumicino nelle ultime due settimane dalle aree dell’Africa in cui è più diffusa la nuova variante e a tutti farà il tamponi.

 

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LE TRASFERTE
Ma torniamo ai due aerei su cui c’era il manager casertano. Sono passati molti giorni, se qualcuno dei compagni di viaggio è stato contagiato ed è asintomatico, ha avuto il tempo di trasmettere la nuova variante ad altre persone. Come mai il manager, che era a Maputo, in Mozambico, per lavoro, era su un volo dal Qatar? Semplicemente perché non esiste nessun volo diretto per l’Italia dal Mozambico e dal Sudafrica. L’uomo, per il rientro, si era spostato da Maputo a Johannesburg con la compagnia africana Airlink; di lì con un volo di Qatar Airways a Doha dove aveva la connessione per Roma Fiumicino. Il dato inquietante è che prima della partenza si era sottoposto a un tampone molecolare, risultato negativo, un elemento che coincide con l’esperienza dei passeggeri arrivati positivi ad Amsterdam sul volo Klm proveniente dal Sudafrica: tra le tante cose da chiarire in questa storia della variante, ci sarà anche quella della risposta dei tamponi. Il tracciamento non sarà semplice: il manager atterrato a Fiumicino ha noleggiato un’auto (e dunque ha avuto contatti con i dipendenti della società di noleggio). A Caserta, dal 12 novembre, è rimasto con la famiglia (la moglie, i figli di 10 e 9 anni, ha incontrato anche la madre e la suocera).

 

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Il 15 - già positivo senza saperlo - è stato accompagnato dalla moglie all’aeroporto Capodichino di Napoli dove ha preso il volo per Linate. Nell’aeroporto di destinazione ha di nuovo noleggiato una macchina e ha dormito in un hotel dell’hinterland. Il 16 si è sottoposto ha un nuovo tampone, come prevede la prassi della sua società e ha anche effettuato delle visite mediche di routine. Quando per telefono gli è arrivata la notizia che il tampone era positivo, non è tornato in Campania in aereo ma, saggiamente, in automobile. Anche tutti i familiari (moglie, figli, madre e suocera) sono positivi. Dunque sono sei oggi in Italia i casi di variante Omicron. Gli adulti sono tutti vaccinati, la suocera aveva ricevuto anche la terza dose. Hanno dei sintomi, ma lievi. Il manager, in particolare, aveva una carica virale molto bassa; ha avuto per una settimana febbre, mal di testa, dolore agli occhi, ma tutto è stato superato. I test sono stati eseguiti anche nelle classi dei figli: nessun positivo.

 

 

L’uomo racconta così la sua esperienza: «Voglio chiarire che avevo effettuato, prima del viaggio da Maputo, il test PCR, che ha restituito esito negativo. Come previsto dalle normative, ho rispettato lungo tutto il tragitto le misure di distanziamento sociale e di barriera individuale. Successivamente mi sono recato a San Donato Milanese per le visite mediche programmate aziendali e ho effettuato un nuovo test PCR propedeutico all’imbarco per il volo di rientro a Maputo. Avendo avuto riscontro positivo, ho viaggiato verso la mia residenza di Caserta evitando contatti per iniziare l’isolamento domiciliare previsto». Lo stesso manager conferma: «Mia moglie e i miei due bambini, oltre a mia madre e mia suocera sono risultati positivi. Considerato il campione della mia famiglia, che comprende uomini e donne di età dagli 8 anni agli 81 anni ed i sintomi blandi riscontrati in questi 10 giorni, posso affermare di essere soddisfatto di essere stato vaccinato poiché il vaccino ha funzionato nel nostro caso in maniera egregia, essendosi manifestata l’infezione solo con lievi sintomi».
 

 

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