Rianimatori: «I nuovi posti in terapia intensiva reali sono in tutto 1500»

«Sono circa 1.500 i nuovi posti in terapia intensiva reali, dunque non sulla carta. Che si aggiungono ai circa 5.000 già esistenti prima di Covid. A marzo-aprile è stato messo in fortissima crisi il sistema delle cure per le altre patologie, ma al momento i numeri sono diversi. Certo, la fotografia di oggi è vecchia di 15 giorni». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Alessandro Vergallo, presidente di Aaroi-Emac, il sindacato degli anestesisti e rianimatori.

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«Il nostro timore è che, per problemi di organizzazione o mancanza di posti nei reparti specifici, finiscano in terapia intensiva anche pazienti che avrebbero bisogno di un tipo di assistenza diversa, ovvero di cure sub-intensive», dice Vergallo. «Preoccupano anche le continue richieste di consulenze in altri reparti, che rischiano di aggravare la mole di lavoro degli anestesisti rianimatori», aggiunge.

Come già ricordato più volte in questi giorni «in Italia mancano 4.000 anestesisti, e se la carenza è diffusa un pò in tutte le regioni, a soffrire di più sono aree del Paese come il Molise», poco attrattive e dove i bandi spesso vanno deserti.

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