Romani come noi/ La dog sitter: «Lavorare con i cani è stare in Paradiso»

«Titina deve portare una scarpina quando esce perché ha una protesi, Hulk può mangiare solo i suoi croccanti sennò sta male, Neve adora gli escrementi di pecora, a Birba piace rincorrere i gatti, a Ottone il distruttore chiunque. Pico è così peloso che lo porti al parco raccoglie di tutto, Orso ha problemi neurologici, ringhia se lo prendi in braccio. Ah, alla micia Nerina va svuotata la vescica».

Con sei guinzagli in mano, Francesca Tucci si confonde con gli animali. Un po' perché è alta un metro e 54 centimetri, un po' perché sembra una ragazzina divertita uscita da un cartoon. In teoria lavora in uno studio commercialista, in pratica fa la dog sitter, e non solo. Nella sua dolce vita animal house c'è spazio per badare a bambini, gatti, criceti, pappagalli, pesci, tartarughe.

Otto euro l'ora per la passeggiata, sui 20 euro la pensione giornaliera. Un modo per arrotondare
«Lavorare con gli animali è la mia passione, chiusa dentro uno studio non ci posso stare, quindi ho accettato un impiego part-time».

Da quanto tempo accudisce gli animali degli altri?
«Da 8 anni, prima avevo fatto una serie di corsi di pet therapy. Io ho trovato lavoro grazie a loro, ho deciso di provare ancora a star chiusa in uno studio perché c'era un peloso di nome Fuser: mi sono sentita più motivata e tranquilla, non poteva essere il solito studio se c'era con noi un cane».

Ogni volta stabilisce un rapporto speciale?
«Ci sono stati cani che non volevano tornare dal padrone. Alcuni ti colpiscono come le persone e ti innamori proprio. Fai pure cose che non dovresti fare, chessò: lo devi solo portare a spasso ma lo porti al parco. O accetti che di notte mentre dormi venga sotto le coperte come fa Guendalina, che ora quando passa sotto casa mia vuole entrare nel portone. Monkey, un cane con tre zampe, me lo sono portato pure in vacanza...».

Ma che gli fa, agli animali?
«Con animali e bambini entro subito in confidenza: è subito festa. Può sembrare un lavoro semplice ma è un impegno, hai una responsabilità enorme: se ti scappa, se viene investito, aggredito...».

Chi lo dice al padrone...
«Una volta sono andata a dar da mangiare a Bettina, una gatta che si era buttata dal quinto piano. Cercavo ma non la trovavo, ho telefonato alla padrona si sarà nascosta mi diceva. Sono scesa, ho sentito piangere, stava nella rampa del garage, si era rotta le zampette era sotto choc. Ho passato la notte in clinica, si è salvata».

Parliamo dei padroni in ferie
«Ti chiedono: gli manco? Metti in viva voce, ci voglio parlare, invece loro stanno tanto tranquilli, perché fargli sentire il padrone? Te lo vieni a riprendere se poi piange?».

Fa di testa sua in questi casi?
«Quasi mai ma sono tentata, come quando hanno paura di scioglierli, esempio ti dicono che non gli piace andare al prato invece forse è a loro che non piace, perché poi scopro che i cani si divertono come pazzi, tornano lerci, ma il cane è un cane se si bagna lo asciughi, non puoi trattarlo come un bambino, non puoi avere casa perfettamente pulita».

Meglio gli ospiti a 4 zampe
«Ti fanno i danni, però ti danno tanto, ti fanno incavolare, fanno pipì, ti rubano le ciabatte e se le portano nella cuccia ma poi ti guardano con quel musetto e ti passa tutto. Milan Kundera ha scritto che sono il nostro legame con il Paradiso».

È boom di animali domestici
«Non sono oggetti che prendi e butti via, devi pensare alla tua vita e a quello che gli puoi dare. Ti devono piacere davvero, c'è chi si lascia con il ragazzo e si fa un animale perché si sente solo. Ah, un'altra cosa: tutti sono buoni, è quello che facciamo noi che li cambia».

Una digressione: davvero in giro con i cani si rimorchia?
«Dicono, come con i bambini. Io zero, né con i regazzini né con i cani. Però può darsi che il problema non sono loro...».
 

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