Anche i giovani nostalgici dell’età dell’oro

Nel 2018 secondo me inizieranno
a spuntare le prime serate
revival del 2010. Io vi avverto.
@alilagunaa

Dal ritorno delle Polaroid a quello dei giradischi fino a quello dei cellulari basic, riproduzione di modelli lanciati sul mercato nel 2000. C’è una fabbrica della nostalgia che ha ripreso a funzionare attivamente e che ha invaso i negozi ma, soprattutto, le discoteche della Capitale. Il successo della serie Stranger Things, ambientata negli anni ’80, è solo la manifestazione più conclamata di quella sindrome dell’età dell’oro, che ha contagiato una fetta consistente della nightlife, con serate a tema. Serate animate da uno speciale mood nostalgico, che però è tutt’altro che espressione di malinconia e tristezza.

Il successo dei party firmati da Jerry Calà, Faber Cucchetti, Molella, e tanti altri, è la dimostrazione di quanto ci sia bisogno di rivivere quelli che per molti sono stati decenni indimenticabili, in particolare quelli dall’80 al 2000. Anni irripetibili, con linguaggi, oggetti, usi e costumi che in molti rimpiangono, al di là dei limiti di quelle epoche. Partecipare ad una delle feste “Roma 90210” o a quelle "Forever ‘80’s" equivale a sfogliare, in diretta, il nostro speciale album dei ricordi: ecco partire canzoni che hanno segnato le estati con mamma e papà, quelle del primo bacio, della maturità, degli amori più belli o contorti. Ma quello che colpisce è che tra questi sognatori ci siano giovani che nel 1980 non erano neanche nati e che, oggi, sono in pista ad emozionarsi accanto ad over 30, nel segno di una contiguità generazionale e comunanza, che, forse, esiste solo nel mondo della notte.
marco.pasqua@ilmessaggero.it

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