Roma, una task force permanente per la pulizia dei sottopassi

Ci voleva il delitto del sottopassaggio, l'omicidio efferato di una donna senza fissa dimora a un passo dalla breccia di Porta Pia, con la sua rappresentazione documentaria di un degrado vergognoso per constatare ciò che da sempre è sotto gli occhi di tutti: l'inferno dei sotterranei, il mondo buio dei fantasmi della notte, dei clochard. Uomini e miserie in una sintesi maleodorante che cerchiamo di non vedere, di cui fingiamo l'inesistenza forse per non farcene carico: se sono lontani non ci riguardano.

Un carico di responsabilità ineludibile, comunque e in aggiunta, ce l'hanno le istituzioni. Se davvero il Comune non sa o non vuole rispondere al degrado con l'ordinaria amministrazione, alla quale sarebbe pure obbligato, che sia l'emergenza a smuovere le forze necessarie. In quel tugurio di rifiuti e di fetori, scena del crimine, tutto resta scandalosamente intatto: nessuno ha sentito il dovere di spingere fin là sotto tra giacigli improvvisati una squadra di addetti agli sgomberi dell'Ama, la società pagata per tenere la città pulita. I luoghi dell'infermo metropolitano sono una emergenza permanente. Ebbene, la si tratti come tale. Per esempio attraverso la rapida istituzione di una task force in servizio permanente effettivo, con i mezzi e il potere di rimuovere ciò che offende la più elementare regola di civiltà. Sindaco, si faccia ricordare almeno per aver fatto ripulire un sottopasso, letamaio sporco di sangue. Non è molto, ma sarebbe già qualcosa.
paolo@graldi.it

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