Raffaele Marra condannato a tre anni e sei mesi. «Deve 100mila euro al Campidoglio»

Arriva a sentenza l’inchiesta che, come un ciclone, due anni fa travolse il Campidoglio. L’ex fedelissimo della sindaca Virginia Raggi, Raffaele Marra, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione con l’accusa di corruzione. La procura aveva chiesto 4 anni e 6 mesi di carcere. Per la pm Barbara Zuin, titolare del fascicolo, quei 367mila euro ricevuti dall’imprenditore Sergio Scarpellini nel 2013 in due assegni circolari - intestati a sua moglie - erano una tangente, utilizzata per comprare un appartamento in via dei Prati Fiscali. In cambio, Marra avrebbe messo la sua funzione pubblica a disposizione dell’imprenditore. L'immobile è stato confiscato. I giudici hanno anche stabilito un risarcimento da 100mila euro in favore del Campidoglio. E' stato disposto anche un risarcimento da 50mila euro in favore dell'unione degli inquilini, Asia Usb, rappresentata dall'avvocato Vincenzo Perticaro.

L’ex fedelissimo della sindaca era stato arrestato nel dicembre 2016, insieme al costruttore Scarpellini. Entrambi erano poi finiti a processo. Le posizioni dei due imputati erano peró state stralciate lo scorso luglio, perché l’imprenditore, gravemente malato, non era in grado di seguire il dibattimento. Scarpellini è deceduto il 20 novembre.

L’inchiesta su Marra è la prima che ha travolto l’amministrazione pentastellata. A incastrare Marra, per l’accusa, un’intercettazione in cui diceva alla segretaria dell’imprenditore, Ginevra Lavarello, di essere “a disposizione”. Considerato uno dei punti di riferimento della sindaca, al momento dell’arresto venne definito dalla prima cittadina “solo uno dei 23mila dipendenti comunali”. Acquisendo l’intero contenuto del cellulare di Marra, gli inquirenti hanno trovato la famosa chat su Telegram tra i “quattro amici al bar”, cioè l’ex fedelissimo, la Raggi, l’allora vicesindaco Daniele Frongia e Salvatore Romeo. Alcuni messaggi tra Marra e la sindaca, relativi alla promozione del fratello dell’ex funzionario, Renato, sono invece confluiti nel processo sulle nomine, che ha visto la Raggi imputata e poi assolta per falso in atto pubblico. Per la stessa vicenda è ancora in corso il procedimento parallelo a carico di Marra, finito invece a processo per abuso d’ufficio, perché sospettato di avere agevolato la promozione del fratello quando era a capo del personale del Campidoglio.

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