De Vito arrrestato, quando diceva: «Lo stadio? Speculazione, un meteorite che si abbatte su Tor di Valle»

"Il progetto di Parnasi? Che non sia il presupposto per fare speculazione immobiliare. Gli urbanisti lo hanno definito un meteorite lanciato sull'ansa del Tevere. Questo progetto non è aggiustabile, non é emendabile, non c'é discussione", diceva, sguardo dritto alla telecamera, Marcello De Vito a dicembre del 2014, all'epoca solo capogruppo dei 5 stelle in Assemblea capitolina, mentre si discuteva la prima controversa delibera sullo stadio a Tor di Valle, durante la consiliatura di Marino sindaco. "Per fare uno stadio si costruirà un intero quartiere in una zona già gravata come quella dell'Eur", diceva De Vito, arrestato oggi con l'accusa di tangenti per favorire Parnasi.

«Marcello De Vito è fuori dal M5s» l'annuncio di Di Maio in un posto su Facebook

All'epoca, come tutto il M5S, si professava invece contrario alle "migliaia di cubature" concesse ai privati per costruire uffici, negozi e alberghi. "Non si ha alcuna certezza sui tempi delle opere infrastrutturali per arrivare in questa zona - aggiungeva De Vito - Non crediamo ci sia l'interesse pubblico su questo progetto. Sullo stadio della Roma, la nostra posizione è chiara, siamo favorevoli ma che sia costruito su un'area infrastrutturata e urbanizzata".

Insomma, "il progetto non è aggiustabile, non c'è discussione". Cinque anni dopo, il 5 febbraio 2019, De Vito dichiarava l'opposto, con tanto di hashtag sulla sua pagina Facebook: #LoStadioSiFa. "Andiamo avanti ed entro l’anno potranno aprire i cantieri a Tor di Valle. Presto un Consiglio straordinario in aula Giulio Cesare su questa grande opera che realizzeremo a Roma".

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