Coronavirus, morto poliziotto della scorta di Conte: aveva 52 anni. Il premier: «Grande dolore». Tra le vittime altri due medici

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Giorgio Guastamacchia avrebbe compiuto 52 anni ad agosto. E invece una brutta polmonite, dovuta al coronavirus, se lo è portato via. Era uno dei poliziotti della scorta del premier Giuseppe Conte ma a conoscerlo, tra i leader politici, erano in tanti ed oggi hanno espresso in tanti il loro cordoglio alla famiglia. E sempre 51 anni aveva Raffaele Palestra, carabiniere in servizio presso il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno, morto anche lui a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus

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​«Per tutti noi che l'abbiamo conosciuto, per i colleghi del servizio di protezione, per i dipendenti della Presidenza del Consiglio, è un momento di grande dolore», dice Giuseppe Conte aggiungendo: «Rimarrà in me indelebile il ricordo - aggiunge il premier - della sua dedizione professionale, dei suoi gesti generosi, dei suoi sorrisi ravvivati da un chiaro filo di ironia». Anche il Capo della Polizia Franco Gabrielli ha espresso «cordoglio e vicinanza ai familiari». Il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli lo ha ricordato nella conferenza stampa della giornata: «Era con noi i primi giorni dell'emergenza, alla sua famiglia va il mio cordoglio e quello di tutto il personale del Dipartimento». 


Accanto a Borrelli nel consueto incontro con i giornalisti c'era il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli: «È morto un servitore dello Stato, faceva parte di una categoria che per salvare la salute degli italiani perde la vita». Il Sostituto Commissario della Polizia Guastamacchia lascia la moglie e due figli, 28 e 29 anni. Il poliziotto aveva contratto il virus alcune settimane fa ed era stato subito ricoverato e sottoposto a terapia intensiva. «È stato fatto di tutto per salvarlo, esprimiamo un profondo cordoglio del Sistema sanitario regionale», ha sottolineato l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato.

 
Il Covid Hospital di Tor Vergata ha spiegato che «il paziente era giunto con un quadro clinico di estrema gravità»; si è provveduto all'intubazione «per tentare fino all'ultimo di recuperarlo. Purtroppo - dichiarano i clinici - nonostante questo il risultato, sperato, in termine di sopravvivenza, non è stato raggiunto». Si era arruolato in Polizia nel 1988 ed era in servizio all'Ispettorato di Palazzo Chigi dal 2016, dopo aver lavorato per circa 15 anni al Viminale. Era nella scorta dell'attuale premier ma lo stesso servizio lo aveva svolto per altri Presidenti del Consiglio, come Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. «Poliziotto esemplare», lo ricorda proprio l'ex premier e oggi commissario Ue all'Economia.

«Un signor professionista: garantiva la sicurezza, in un ruolo delicato, con il sorriso sulle labbra e con una dedizione straordinaria», è il ricordo di Matteo Renzi. Parole di cordoglio arrivano anche dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio: le scorte «sono uomini e donne con cui condividi gran parte della tua giornata. Al sostituto commissario Guastamacchia va il mio grazie e un grande abbraccio alla sua famiglia». È un cordoglio 'bipartisan' quello per l'agente morto appena cinquantenne, con messaggi arrivati da tanti, come Riccardo Fraccaro, Mariastella Gelmini, Antonio Tajani, Clemente Mastella, Fabio Rampelli, Achille Variati.
 

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