Roma, «Il Capodanno cinese si farà». Vertice in ospedale per il supervirus

Vertice operativo sul virus di Wuhan. È in programma questa mattina allo Spallanzani per fronteggiare e gestire eventuali casi a Roma e nel Lazio con sospetta patologia da coronavirus. L’Istituto Nazionale di Malattie Infettive ha messo a punto una serie di misure che illustrerà assieme all’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato dopo aver incontrato tutti i responsabili dei Pronto soccorso del Lazio. Sarà poi compito della Regione sviluppare la procedura in modo che tutte le strutture sanitarie coinvolte siano in grado di affrontare casi di emergenza legati al virus che arriva dalla Cina.

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Una riunione operativa a cui il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito ha lavorato ieri fino a tardi, ripetendo però che «non c’è motivo di allarmare la popolazione, non c’è nessun rischio». Restano valide le precauzioni consigliate dall’Oms: lavarsi bene le mani, usare la mascherina in luoghi pubblici assai frequentati, evitare il contatto con telefoni usati da altri e maniglie in caso fosse necessario prendere le dovute precauzioni. Attenzione anche ai colpi di tosse: coprite la bocca, starnutite su un fazzoletto o su un gomito. Infine, cucinare bene la carne, stare alla larga da animali non domestici, in caso contrario, lavarsi sempre bene le mani.

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Intanto, proprio ieri Lucia King, portavoce della Comunità cinese di Roma è tornata dalla Cina, da Shanghai, dove si circola con la mascherina, atterrata a Fiumicino nel tardo pomeriggio con un volo della China Eastern Airlines. «Sono stata fuori dieci giorni, tutti i passeggeri sono arrivati in aeroporto con la mascherina, che è stata poi tolta a bordo - racconta - la situazione è sotto controllo: in Cina hanno preso tutte le precauzioni del caso». In particolare alla dogana: «Dal controllo bagagli, alla mascherina, fino alla misurazione della febbre. Insomma i controlli in aeroporto sono altissimi. E noi tranquillissimi. Siamo partiti da Shanghai su un volo partito da un’altra città. A bordo ci è stato fatto riempire un modulo con i numeri di passaporto e di telefono. Insomma, chi torna in Italia è al sicuro e la comunità cinese è tranquilla, anche perché la città di Wuhan è blindata, non si entra e non si esce».

Prima di partire dalla Cina i passeggeri sono sottoposti a controlli accurati. «Non c’è allarme ma è meglio star tranquilli, il morbo sembra sia forte e si sta divulgando, con oltre 500 ricoverati e vittime in aumento». Ma una volta in Italia Lucia King invita tutti a non farsi prendere dal panico. «I ristoranti? Sono di proprietà di gente che sta in Italia. È come dire: non andate in un ristorante mussulmano o italiano». Da qui l’invito a partecipare numerosi al Capodanno cinese, la tradizionale festa che è in programma il 2 febbraio, di cui lei è l’organizzatrice. «Una grande festa, colgo l’occasione per invitare tutti i bambini perché questo è l’anno del topolino. Ci sarà una sfilata di costumi cinesi di 56 etnie, danze e molto altro ancora». Anche lì, però, potrebbero scattare le precauzioni: «Se necessario inviteremo tutti a portare le mascherine», spiega Yang Dixi, tra gli organizzatori dell’evento.

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