Rieti, tre studenti del “Rosatelli” rappresentano Rieti all'Onu: «Esperienza indimenticabile»

RIETI - Piccola per estensione e per numero di abitanti, ma grande nel mondo. La città di Rieti, rappresentata da tre nostri studenti liceali, sfida a New York nel Palazzo di vetro, sede dell’ONU, numerose metropoli di tutto il mondo e ne esce a testa alta.

A portare alto il nome della città e del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate Rosatelli sono ancora una volta gli studenti Mauro Tavani e Sean Lo Prinzi, a cui, in questa avventura americana, si aggiunge Leonardo Razzano, 17enne proveniente dalla stessa scuola dei già noti Mauro e Sean.  

I tre ragazzi reatini questa volta, dopo essere stati protagonisti di altri progetti proposti dall’organizzazione MUN, come lo YOUNG7 a Terni e il Model 2030 a Bologna, sono volati dall’aeroporto di Fiumicino verso la Grande Mela, per partecipare allo GCMUN (Global Citizens Model United Nations), un progetto globale che ha dato l’opportunità agli studenti delle scuole superiori di vivere e mettersi nei panni di un ambasciatore ONU.

I giovani delegati hanno svolto tutte le mansioni a cui i loro “colleghi” più anziani si dedicano quasi quotidianamente, i dibattiti su questioni di livello mondiale avvenuti durante l’evento sono stati infatti direttamente selezionati dall'Agenda delle Nazioni Unite.

Il loro soggiorno presso l’Hilton New York Midtown, è cominciato martedì 21 febbraio ed è durato 8 giorni. Durante la simulazione che si è svolta nei giorni successivi, il 22, 23 e 24 febbraio, i partecipanti hanno trascorso giornate intere presso la sede dell’ONU.

E proprio nell’irraggiungibile palazzo di vetro, mentre nelle sale del piano inferiore si svolgeva l’assemblea delle Nazioni Unite per perorare la “tregua umanitaria” in Siria, i due studenti hanno realizzato il loro sogno. Mauro e Sean si sono distinti tra i 3000 partecipanti arrivati al palazzo dell’ONU da ben 22 Paesi diversi, ricevendo sia il premio per il miglior Position Paper (Tavani Mauro) che l’Encomio per essersi distinto nella commissione (Sean Lo Prinzi).
“Un’esperienza unica, indimenticabile e da augurare a tutti” riferiscono i ragazzi. Ma è evidente che ci vogliono requisiti ben precisi, primo fra tutti una certa dimestichezza con l’inglese parlato, scritto e compreso, e non solo. Dopo mesi di lavoro è arrivata la grande soddisfazione.

Dice Mauro Tavani: “Una bellissima avventura fatta di emozioni straordinarie e di vissuti incancellabili.
Terni è stato il trampolino di lancio, siamo stati premiati vivendo un’esperienza formativa ed emozionante, ora a NY, siamo arrivati all’apice di questo percorso.

Il Topic a me assegnato è stato “Economic development through the education of young girls” come delegato della Lettonia, per cui ho trascorso molto tempo a studiare, documentandomi sulla parte storica, geografica, politica, economica, finanziaria e sociale della Lettonia per poi essere in grado di produrre una relazione atta alla risoluzione del problema con idee innovative che, a quanto pare, hanno colpito e mi hanno portato alla vittoria.

Il lavoro di squadra è stato di fondamentale importanza sia per la stesura di documenti delle Nazioni Unite dall'aspetto ufficiale, sia per la discussione. Devo innanzitutto ringraziare la scuola, la Preside che è sempre aperta alle innovazioni e ben disposta verso tutti noi alunni, la prof.ssa di Inglese, Mara Angeletti e soprattutto la Prof.ssa di Italiano Anna Crisostomi che mi ha sostenuto dandomi la carica giusta per affrontare il tutto. Il giorno prima di partire le ho ripetuto, il mio lavoro in lingua Inglese, alla fine mi ha congedato dicendo:” Mauro in bocca al lupo”, come sempre “la mia prof” aveva ragione. Questa vincita la dedico a lei, come lei si dedica a tutti noi suoi alunni con passione e grande professionalità, ed ai miei genitori, che mi supportano in ogni circostanza.
Il segno indelebile me lo hanno lasciato i tanti ragazzi che ho conosciuto, con cui ho condiviso tante emozioni, ho lavorato, collaborato e mi sono confrontato, in una competizione onesta e corretta come onesta è la società che sogno per il mio futuro!” .

Riguardo la formazione che la scuola gli ha offerto è dello stesso parere Sean Lo Prinzi: “Mi ha aiutato molto con i vari testi argomentativi e una forma di dibattito che abbiamo utilizzato in classe. Inoltre è grazie alla professoressa Anna Crisostomi che ha riconosciuto in me le capacità e di conseguenza mi ha proposto come partecipante allo YounG 7 dove tutto è cominciato”.

Continua poi a raccontare il viaggio che lo ha portato a NY, ricordando le sue vittorie a Terni e a Bologna e di come questi traguardi lo abbiano portato ora negli States e fra pochi giorni a Dubai, in vista di un altro progetto mondiale. Di città in città e di Paese in Paese, le difficoltà aumentano sempre di più; “a New York, stare nel palazzo di vetro, sede delle Nazioni Unite, è stata un’esperienza unica, dopo di ché, a differenza di Terni e Bologna, io ho dovuto lavorare con ragazzi provenienti da tutto il mondo e poi esporre la risoluzione finale davanti a migliaia di persone”.
“La cosa più bella che in assoluto mi ricorderò di New York – prosegue il ragazzo – è quando mi hanno premiato con l’Honorable Mention per essermi distinto nei tre giorni di lavoro nella mia commissione; mi è piaciuto molto anche il Delegate Dance che mi ha permesso di socializzare con tutti i ragazzi. Porterò sempre con me il ricordo di un’esperienza fantastica e l’amicizia di ragazzi provenienti da tutto il mondo”.

Con lo sguardo rivolto oltre il liceo Sean afferma: “Questa esperienza mi sarà in futuro utile sia a livello personale sviluppando il rapporto di amicizia con persone conosciute a New York sia a livello professionale perché vincere l’Honorable Mention che attesta il mio raggiungimento del massimo livello di eccellenza alla simulazione, mi tornerà utile anche all’università”.

Anche Leonardo Razzano porta a casa “uno spicchio di mela”. “E’ stata la mia prima volta negli States” dice “ho viaggiato molto negli ultimi anni ma non ero mai stato “oltre oceano” e per questo posso solo che ringraziare i miei genitori e la mia scuola. Non è stato difficile ambientarmi, io ho sempre seguito la cultura e le tradizioni statunitensi, quindi ero abbastanza preparato.  L’unico aspetto in cui ho avuto qualche problema è stato la fretta con cui i Newyorkesi affrontano la giornata, loro non si riposano un attimo, mentre io, abituato ad una realtà più “tranquilla” come Rieti, avevo bisogno di qualche pausa durante la giornata”.

I ragazzi infatti, nei giorni non impegnati al palazzo di vetro hanno potuto visitare le maggiori attrazioni newyorkesi, come il MoMA, la Grand Central Station, l’Empire State Building, il Brooklyn Bridge, a cui hanno fatto seguito i luoghi che rendono la città famosa internazionalmente, la Fifth Avenue, la 42and Avenue, i quartieri di China Town, di Little Italy, e ovviamente non potevano mancare il Financial District e il World Trade Center.

Il confronto con ragazzi, la cui lingua madre è l’inglese, è stato forse uno dei momenti più difficili durante la simulazione e non. Leonardo ci svela che: “L’aspetto più difficile è stato parlare con gli americani durante la simulazione, loro hanno una parlata molto veloce (forse anche più degli inglesi) ed è quindi difficile riuscire a comprenderli subito, soprattutto quando si parla di tematiche difficili come l’economia”.

Il ragazzo conclude dicendo: “Di questa settimana ricorderò tutto con molto piacere, specialmente le nuove amicizie che fortunatamente sono riuscito a mantenere anche dopo la simulazione. Ricorderò con piacere anche la grande mela, città bellissima e maestosa, totalmente differente da alcune città europee nelle quali sono stato in passato”.
Insomma, è proprio il caso di dire che la strada per i tre ragazzi è appena cominciata, il loro percorso non si fermerà certo a New York, e quest’esperienza sarà sicuramente un trampolino di lancio.

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