Rieti, per il perito concorso di colpa nell'incidente sulla Terminillese dove nel luglio 2016 morirono due giovani

RIETI - L’incidente (nella foto sopra) che il 24 luglio 2016 causò sulla Terminillese la morte di Ruggero Di Flavio e Lorenzo Sacco, di 40 e 35 anni, fu causato dalla condotta imprudente dell’automobilista che, violando alla guida di una Renault Clio il divieto di attraversamento della strada imposto dalla striscia continua, impattò violentemente contro la moto condotta dalla prima vittima.

A sostenerlo, nella perizia dinamica disposta a integrazione delle indagini, depositata nell’udienza preliminare dove il 39enne E.P. (difeso dall’avvocato Italo Carotti) deve rispondere del duplice omicidio stradale, è stato il consulente nominato dal giudice. L’ingegner Pinchera ha precisato che la Kawasaki di Di Flavio viaggiava a 65 chilometri, 15 in più del consentito, attribuendo un grado di concorso di colpa anche al centauro deceduto.

Alla decisione di disporre l’esame il gip era giunto per l’evidente contrasto tra i risultati delle due diverse consulenze, quella d’ufficio (velocità superiore a 70 chilometri) e quella delle parti offese (assistite dagli avvocati Emanuele Chiarinelli ed Egidio Sabetta), che ritiene come la moto di Di Sacco procedesse a velocità inferiore e, comunque, non determinante nella causazione del sinistro.

L’udienza è stata rinviata al 16 maggio per ascoltare il medico legale. Procura e gip hanno già respinto due volte le richieste di patteggiamento (la prima a un anno e otto mesi, la seconda a due anni) presentate dall’imputato.
 

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