Ricerca, il piano per il Lazio: nuovi assunti e 130 milioni

Potranno assumere nuovi ricercatori e potenziare i laboratori. Alle università del Lazio arrivano quasi 130 milioni di euro nei prossimi 5 anni per investire nella ricerca d'eccellenza. Tra gli atenei di Roma, della Tuscia e di Cassino, infatti, ci sono 18 dei 180 dipartimenti d'eccellenza italiani che nei prossimi 5 anni si spartiranno oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro, stanziati dalla legge di bilancio 2017 per il quinquennio 2018-2022. I fondi serviranno a rafforzare l'eccellenza della ricerca potenziando le infrastrutture e fino al 70% delle risorse potrà essere investito nell'assunzione di nuovo personale. Il Lazio, coprendo il 10% dei dipartimenti di tutta Italia, alza la media del Centro visto che la maggior parte della quota nazionale va al Nord. Punteggi alla mano, infatti, dei 180 dipartimenti di eccellenza ben 106 sono stati individuati negli atenei del Nord, 49 del Centro e 25 del Sud.

IL METODO
Per la valutazione, portata avanti da una commissione di esperti presieduta dal rettore della Luiss Paola Severino, è stata fatta una prima selezione tra i 766 dipartimenti complessivi nelle università italiane per arrivare ad una graduatoria di 350 dipartimenti in base all'Ispd, l'indicatore standardizzato di performance dipartimentale.
L'Ispd si calcola sulle valutazioni dell'Anvur, l'Agenzia della valutazione della ricerca e dell'università, che a sua volta prende in considerazione il risultato della Vqr, la valutazione della qualità della ricerca tanto contestata dal mondo accademico. In un secondo momento sono stati assegnati i punteggi ai progetti presentati dai singoli dipartimenti, per un massimo di 15 per ogni università scelti in base ai criteri legati alla fattibilità, alla coerenza con le priorità del sistema nazionale e internazionale e alle attese. E così, risultati alla mano, gli atenei vincitori potranno investire sulla ricerca e sulle assunzioni di ricercatori, visto che proprio il personale registra un netto calo dal 2010-2011. In sei anni le università statali hanno perso 4.600 tra docenti e ricercatori: con un calo del 7,9% sono passati da 58.885 a 54.235 unità.

LA LISTA
L'Università con il maggior numero di dipartimenti premiati è quella di Bologna che ottiene finanziamenti per 14 dei 15 dipartimenti in lista, su un totale di 32 dipartimenti, aggiudicandosi 113,8 milioni di euro di finanziamento da qui al 2022. A seguire Padova con 13 dipartimenti per oltre 102 milioni di euro e poi Torino con 10 dipartimenti per 81 milioni. Alla Sapienza di Roma sono stati premiati 8 dipartimenti d'eccellenza, per 58.674.425 euro, come alla Statale di Milano, alla Bicocca e all'ateneo di Trento che, su 10 dipartimenti, ne ha 8 d'eccellenza.

Sempre nel Lazio ottengono 16.065.620 euro l'Università di Tor Vergata con due dipartimenti premiati e 34.052.120 euro l'Università Roma Tre con 4 dipartimenti d'eccellenza. L'Università della Tuscia incasserà 22.027.855 euro e l'università di Cassino e del Lazio Meridionale ne avrà 7.309.355. In arrivo quindi assunzioni e laboratori di alta tecnologia. Resta ancora troppo forte però la differenza tra i risultati di Nord e Sud e il ministero dell'Istruzione prova ad accorciare le distanze. «Per rendere più efficace la partecipazione ai progetti internazionali dei dipartimenti collocati nelle Università del Sud - ha sottolineato la ministra Valeria Fedeli - vogliamo utilizzare una quota pari a 110 milioni di euro del Fondo sociale europeo, per favorire il reclutamento di ricercatori e per rafforzare le strutture per la partecipazione a programmi di ricerca internazionali».

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