Manovra, scontro al vertice. Italia Viva: tagliate le tasse. Conte: trovare 500 milioni

Un nuovo stallo sulla manovra. Un altro vertice, ancora liti, un infinito braccio di ferro. «Se si continua così, ci sta che si vada a votare davvero», chiosa a sera Matteo Renzi. Nel giorno in cui la Camera vota la fiducia al decreto fiscale con 310 sì, Italia Viva torna ad alzare la posta sulla legge di bilancio. La richiesta è quella di abrogare del tutto la plastic tax, la sugar tax e la tassa sulle auto aziendali. Il centrodestra minaccia di votare la proposta di Iv: la maggioranza sarebbe battuta. E in serata, dopo due ore di vertice assai tese, scende in campo Giuseppe Conte e chiede ai tecnici del ministero dell'Economia di fare «un ulteriore sforzo» per trovare le risorse per ridurre le imposte rimaste in quella che «già adesso è una legge di bilancio che non aumenta la tassazione».

Manovra, si cerca intesa nella maggioranza

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BRACCIO DI FERRO
La notte appena passata è servita per cercare le risorse, poco più di 500 milioni. Ma c'è anche l'idea di rinviare di un anno, dunque al 2021, la plastic e la sugar tax. L'ennesimo braccio di ferro si consuma al Senato, dove ancora non si è iniziato a votare in commissione sul testo della manovra, atteso lunedì in Aula. In mattinata la maggioranza siede attorno a un tavolo per trovare un'intesa sulle modifiche. Italia viva si presenta battagliera e rilancia i suoi emendamenti per abrogare del tutto la tassa sulla plastica e la tassa sulle auto aziendali, sebbene siano state drasticamente ridotte dall'esecutivo. I renziani vogliono cancellare anche la tassa sulle bevande zuccherate, cara al M5S. Di fronte al no degli alleati, i senatori renziani abbandonano il tavolo.
La tensione si alza. Il presidente del Consiglio convoca tutti nel pomeriggio a Palazzo Chigi, al ritorno del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri dall'Ecofin. L'agenzia di rating Fitch dirama la propria «preoccupazione» sul clima di «incertezza politica» creato dalle «tensioni politiche» nella maggioranza: è un fattore di rischio - avverte - per una economia che resta praticamente in stagnazione. Ed è nelle divisioni della maggioranza che prova a incunearsi l'opposizione.

I CONTROEMENDAMENTI
La Lega, che ha presentato suoi emendamenti soppressivi della plastic tax, valuta di mettere la firma sotto le proposte di Iv. Già alla Camera i renziani hanno votato contro il carcere agli evasori del decreto fiscale: la differenza è che in Senato i numeri sono risicati e se Iv si smarca, manca la maggioranza.
A ridosso del vertice a Palazzo Chigi Matteo Renzi fa capire che non intende deporre le armi: «Le tasse contro la plastica e lo zucchero funzionano mediaticamente per i populisti - avverte con implicito riferimento al M5s - ma sono un autogol per le aziende» e rischiano di «far licenziare 5.000 persone».
Al vertice con Conte e Gualtieri, la delegazione di Iv punta i piedi: le urla si sentono anche fuori dalla stanza. Finisce in un nulla di fatto: ci si rivedrà a ore e intanto si lavora a una mediazione. La tassa sulla plastica, prevista da aprile, potrebbe slittare almeno alla metà del prossimo anno, anche se Iv punta a un rinvio al 2021. Conte non ci sta a far vincere la narrazione di una manovra di tasse: «Siamo tutti d'accordo che va fatto un ulteriore sforzo per abbassare le tasse», afferma chiedendo un supplemento di lavoro al ministero dell'Economia. Ma il tempo corre. Conte ha dunque dato mandato al ministro dell'Economia di mettersi a lavoro per trovare risorse per coprire il mancato introito derivante da un eventuale slittamento. Da qui la decisione di aggiornarsi a questa mattina alle 8, prima dell'incontro tra il presidente del Consiglio e il rappresentante speciale dell'Onu per la Libia Ghassan Salamé.
Maurizio Lupi fa già sapere che è pronto a ricorrere alla Consulta se alla Camera non sarà dato tempo adeguato per esaminare la legge di bilancio. E a Palazzo Madama ancora si ragiona di emendamenti. Roberto Speranza lavora per aumentare di almeno mille le borse di studio per le specializzazioni in medicina.
Dario Franceschini ipotizza di estendere anche agli alberghi il «bonus facciate» al 90%. Il M5s propone un emendamento per equiparare gli stipendi dei vigili del fuoco a quelli delle altre forze dell'ordine e rilancia la proposta di un bonus fino a 250 euro per gli airbag delle moto.
Elio Lannutti denuncia però il «veto del Pd sull'emendamento per far pagare 5 miliardi di Imu alla Chiesa»

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