Decreto sicurezza, 19 dissidenti M5S scrivono a D'Uva: «Cambiare il testo»

È una mossa targata Roberto Fico, la prima forma di semi-aperta dissidenza del super ortodosso presidente grillino della Camera. Così raccontano a Montecitorio alcuni deputati M5S. Il fatto è che il decreto sicurezza e immigrazione targato Matteo Salvini sta spaccando i pentastellati. Una ventina di deputati M5S ha inviato una mail al capogruppo pentastellato Francesco D'Uva, per rivendicare la possibilità di apportare modifiche al testo del dl licenziato dal Senato lo scorso 7 novembre.

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La missiva, racconta una fonte, sarebbe stata sottoscritta da 19 parlamentari, per lo più alla prima legislatura. «Nella mail - spiega un deputato - si chiede di presentare emendamenti al dl sicurezza» ma soprattutto «di aprire un tavolo di confronto interno». 

Alla Camera - dove sono in corso le audizioni, in Commissione Affari Costituzionali, sul decreto sicurezza - rischia dunque di aprirsi un nuovo fronte dopo le tensioni al Senato che hanno visto protagonisti 5 esponenti M5S (Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Virginia La Mura, Matteo Mantero), i quali si sono rifiutati di partecipare al voto di fiducia al governo sul provvedimento e per questo motivo sono finiti sotto la lente di ingrandimento del collegio dei probiviri.

Il decreto rappresenta una priorità per il governo e in particolare per il ministro dell'Interno Salvini. Ma il grillismo puro, versione Fico, ha una cultura proprio di altro tipo.

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