Una clausola di salvaguardia per i conti dello Stato. Niente, invece, per garantire le tasche dei cittadini dagli effetti “collaterali” del regionalismo differenziato,...
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È l’effetto di come è stato scritto l’articolo 5 delle bozze d’intesa, quello pubblicato sul sito del Dipartimento degli Affari Regionali e sul quale, il ministro Erika Stefani ritiene di aver avuto un via libera «di massima» da parte del ministero del Tesoro che, invece, non ha ancora messo nessun bollino sotto quella norma.
LA PARTECIPAZIONE
Resta sullo sfondo anche il tema del debito pubblico. Non è chiaro, dalle intese, come le Regioni potranno in futuro partecipare agli sforzi di finanza pubblica in caso di necessità. Cosa accadrebbe, per fare un esempio estremo, se lo Stato decidesse una manovra di contenimento della spesa, per esempio, bloccando gli stipendi statali? Il personale regionalizzato parteciperebbe? E in caso negativo, in che modo le Regioni che hanno ottenuto l’autonomia differenziata parteciperebbero? Tutte domande per le quali ancora non c’è una risposta. Intanto il ministro per gli Affari Regionali Erika Stefani continua a lavorare con determinazione sull’attuazione dell’autonomia ma sempre «con un continuo confronto» con le parti interessate. E, a questo proposito, il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha azzardato un «si può cominciare da subito» aprendo «un dibattito in Parlamento» che «non può essere chiamato a ratificare solo un sì o un no». Leggi l'articolo completo
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