Parigi da mangiare: brasserie, bistrot, cioccolaterie, ecco i migliori indirizzi per buongustai

Un giro per Parigi e la sensazione è quella di essere a Roma. Gli italiani amano la Ville Lumière e ne affollano le strade in tutti i mesi dell'anno. Mostre e monumenti da visitare non ne mancano, così come l'offerta gastronomica è sterminata. Una ragione di più per avere una piccola guida ragionata per una città davvero a misura di gourmet, visto che - orgoglio transalpino a parte - le delusioni, costose per giunta, sono spesso dietro all'angolo.

Oggi nella capitale francese la tendenza salutista vegetariana è in gran voga. Grande spazio è dedicato quindi alle proteine vegetali, come i ceci e le lenticchie, oltre che alla quinoa, oggi di gran moda. Come i dolci vegani senza uova né burro, con l'acquafaba (l'acqua di cottura dei legumi) usata come legante. I patiti dei superstellati non potranno perdersi una sosta dal nuovo guru della gastronomia francese, Yannick Alleno, ai fornelli di Ledoyen (nel cuore degli Champs-Elysées), mentre i cacciatori di novità, ora che la cucina africana è di gran moda, potranno trovare felicità nel raffinato Waly Fay nel cuore dell'11ème. 

Ma la giornata del gourmet comincia con la prima colazione e qui gli indirizzi giusti sono il modernissimo e goloso Karamel vicino agli Invalides, dove si gustano croissant impeccabili, insieme a tutto un mondo di offerte a base di caramello. Per i romantici che vogliono un'atmosfera di altri tempi, un irrinunciabile è il Moulin de la Vierge, a due passi da Place des Victoires, una delle piazze più belle di Parigi, celebre per i suoi pétit pains ai chocolat. Per restare in tema di cioccolato, praline dai colori psichedelici con ripieni che vanno dal basilico al tè pregiato, la sosta è al Marais, da Jacques Genin, dove si può gustare una cioccolata calda assoluta per sapore. 

I patiti del tè, a poca distanza, possono fermarsi da Mariage Frères, per acquistare magnifiche miscele e accessori, ma anche per concedersi una pausa coi crus più pregiati del mondo. Per l'aperitivo, bisogna rassegnarsi un poco al turismo, ma il Flore, il luogo caro a Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir al Boulevard Saint-Germain, è davvero impeccabile. Per divertirsi in un cocktail bar duro e puro c'è Candelaria, nascosto in una stradina del Marais, con una lista di cocktail da perdere la testa.

Ma non va dimenticato a Saint-Germain l'Avant Comptoir de la Mer, dinamico e buonissimo per gustare tapas di qualità di terra e di mare (ottime le ostriche). Su ristoranti, brasserie, bistrot, cucina del mondo e cucina regionale francese gli indirizzi sono davvero tanti, ma non si può trascurare il capitolo acquisti gourmet. La soluzione più facile sarebbe una sosta nell'immenso spazio gastronomico di Lafayette, o nell'enciclopedica Grande Epicerie de Paris, ma vale la pena anche la sosta nel più raffinato mercato di quartiere nella rue Cler, nel mitico 7ème, oppure nel pittoresco Marche des Enfants rouge nel 3ème. Dai grandi e piccoli vini al foie gras, non ci sarà desiderio difficile da soddisfare. Facendo però, per il formaggio, una piccola eccezione per andare da Quatrehomme in rue de Sevres per trovare una straordinaria parata di meraviglie: caprini, vaccini, erborinati, tutti proposti in stagionature impeccabili.

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