Il Papa bacchetta i cattolici: «Non siate avidi, fate l'elemosina ai poveri»

Città del Vaticano - «L’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita!» Il Vaticano pubblica l'annuale messaggio che precede la Quaresima. Stavolta il Papa si concentra a denunciare la incapacità generale e diffusa della gente ad accorgersi del dolore altrui e di provvedere di conseguenza, con gesti concreti, ad alleviarlo. Come se i cattolici praticanti, quando si tratta di mettere mano al portafoglio, fossero un po' troppo tirchi, o perlomeno timidi nell'aiutare i poveri. «Ciò che spegne la carità è anzitutto l’avidità per il denaro, radice di tutti i mali». Il testo del messaggio scritto in varie lingue e destinato ad essere diffuso in tutto il mondo, si concentra a mettere a fuoco i «falsi profeti» che «approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro». Rendendole, in buona sostanza, avide e concentrate solo sul proprio benessere.

«Quanti figli di Dio – si chiede Papa Francesco - sono suggestionati dalle lusinghe del piacere di pochi istanti, che viene scambiato per felicità! Quanti uomini e donne vivono come incantati dall’illusione del denaro, che li rende in realtà schiavi del profitto o di interessi meschini! Quanti vivono pensando di bastare a sé stessi e cadono preda della solitudine!» 

Bergoglio definisce i falsi profeti dei ciarlatani che «offrono soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci: a quanti giovani è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni usa e getta, di guadagni facili ma disonesti! Quanti ancora sono irretiti in una vita completamente virtuale, in cui i rapporti sembrano più semplici e veloci per rivelarsi poi drammaticamente privi di senso! Questi truffatori, che offrono cose senza valore, tolgono invece ciò che è più prezioso come la dignità, la libertà e la capacità di amare. E’ l’inganno della vanità, che ci porta a fare la figura dei pavoni... per cadere poi nel ridicolo; e dal ridicolo non si torna indietro». Da qui la riflessione sulla carità e l'incoraggiamento a fare di più per gli altri. Portafoglio alla mano.

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