Il Papa all'Eur va a trovare le mamme detenute e i loro bambini

Città del Vaticano - Ha fatto merenda con i bambini dei detenuti, ha scherzato con loro, ha ascoltato le loro storie. Questo pomeriggio, alle ore 16.00, accompagnato da monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, Papa Francesco è uscito dal Vaticano per andare verso l’Eur. Meta della gita papale la Casa di Leda, una residenza confiscata alla criminalità organizzata che ora ospita una casa protetta per donne detenute con figli minori. Molte di loro sono extracomunitarie, molte altre rom. Questo tipo di struttura è unica nel suo genere. Gli organizzatori hanno raccontato al Papa gli sforzi fatti per allestire questa casa.

«Santità, Padre caro, siamo gli invisibili». Piano piano le mamme ma anche i bambini hanno raccontato come vivono. «Noi siamo alcuni delle migliaia di bambine e bambini figli di genitori reclusi nelle carceri italiane che viviamo con loro in carcere o andiamo a trovarli (...) Per difendere la dignità dei nostri genitori detenuti ci raccontano bugie facendoci credere di entrare in un collegio o in un posto di lavoro. Veniamo perquisiti, violentati nella nostra intimità dalle mani di adulti sconosciuti, che ci tolgono i peluche, i poveri giocattoli che sono i nostri amici per aprirli, controllarli, a volte ci tolgono anche le mutandine per assicurarsi che le nostre mamme non vi abbiano nascosto droghe. Siamo fiori fragili».

I responsabili della Casa di Leda hanno parlato delle difficoltà quotidiane da risolvere «nel deserto della burocrazia. Per molti siamo statistiche: 4,500 bambini che hanno una mamma in carcere, circa 90 mila quelli che hanno un papà detenuto. Anche i nostri genitori a volte speculano su di noi. Per non essere additati raccontiamo che nostro padre lavora in paesi fantastici e lontani e nostra madre è una regina. Per difenderci diventiamo aggressivi e intrattabili, ma non siamo cattivi, sono gli altri che ci vedono e ci vogliono così: Siamo i figli dei detenuti».

La Casa è gestita dalla cooperativa sociale Cecilia Onlus dal marzo del 2017 ed ospita mamme detenute per reati minori a cui viene riconosciuta la capacità genitoriale e che possono quindi proseguire il periodo detentivo con i loro figli all’interno di questa casa-famiglia.

Al momento vi abitano cinque giovani mamme, di età compresa tra i 25 e i 30 anni, alcune di etnia rom, un’egiziana e un’italiana, ognuna col proprio bambino. Accanto alle mamme detenute ci sono sempre gli operatori, gli educatori e i volontari dell’Associazione A Roma Insieme. Coinvolte nel progetto anche le realtà del P.I.D. Pronto Intervento Disagio Società Cooperativa Sociale Onlus e l’Associazione Ain Karim. Prestano servizio all’interno della struttura anche i cosiddetti «Messi alla prova, imputati colpevoli di reati lievi che non prevedono detenzione e che possono emendare la pena svolgendo lavori utili per la collettività.

Papa Francesco ha giocato con i bambini, offrendo loro in dono delle grandi uova di Pasqua, accolte con grande gioia dai bambini, che lo hanno invitato a fare merenda con loro. Le mamme hanno voluto lasciare al Papa un piccolo dono prodotto delle semplici attività e varie mansioni che svolgono all’interno della Casa, mentre gli raccontavano della opportunità che è stata data loro di crescere i propri figli, nonostante le tante difficoltà. La permanenza in questa struttura, infatti, consente alle mamme sia di accompagnare e di riprendere i bimbi a scuola, sia di svolgere attività utili all’apprendimento di un mestiere, in vista di un futuro reinserimento nel mondo del lavoro e nella società.

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