Migranti, nuova strage in mare: «Gommone con 20 persone, solo 3 salvati»

Nuova strage di migranti davanti alle coste della Libia. Un gommone con una ventina di persone a bordo in precarie condizioni di galleggiabilità è stato avvistato nel pomeriggio da un aereo della Marina Militare italiana a 50 km a nord dalle coste di Tripoli.

Il velivolo ha lanciato 2 zattere in mare ed ha lasciato l'area per mancanza di carburante. Successivamente, un elicottero della nave Duilio ha recuperato un naufrago in mare e due sulle zattere in ipotermia, mentre altre 3 persone sono state viste in mare senza alcun apparente segno di vita. Lo fa sapere la Marina. 

L'elicottero della Marina è ridecollato per l'evacuazione medica dei tre naufraghi che si trovano in «condizioni serie» verso Lampedusa. Il Centro di coordinamento libico ha dirottato un mercantile liberiano nella zona del naufragio. È la Guardia costiera libica a coordinare l'intervento, spiega la Marina Militare.

«Di ritorno da un volo di ricognizione, Moonbird (l'aereo dell'ong Sea Watch, ndr) ha intercettato via radio un avvistamento da parte di un velivolo italiano di un gommone parzialmente affondato» con circa «25 persone a bordo e altre già in acqua. Un mercantile si trovava nelle vicinanze, ma non risulta un intervento». È l'allarme lanciato nel pomeriggio dalla stessa Sea Watch su Twitter aggiungendo di aver chiamato l'Mrcc Italia (Maritime rescue coordination centre) che «rifiuta di dare informazioni» sostenendo che «la Libia è responsabile del caso».

«Tuttavia - prosegue l'ong - la comunicazione con gli ufficiali libici risulta impossibile in nessuna delle seguenti lingue: inglese, francese, italiano, né arabo». In un terzo tweet, l'ong ha quindi riferito che, in assenza di informazioni su un'eventuale operazione di soccorso, la propria nave Sea-Watch 3 ha deciso di fare rotta verso il punto di naufragio nonostante disti «10 ore di navigazione».

«Altri morti al largo della Libia. Finché i porti europei rimarranno aperti, finché qualcuno continuerà ad aiutare i trafficanti, purtroppo gli scafisti continueranno a fare affari e a uccidere». Lo scrive in un tweet il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando il nuovo naufragio al largo della Libia.

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