Impeachment per il presidente Usa Donald Trump: che cosa significa e come funziona

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Impeachment in vista per il presidente degli Stati Uniti? La strada è lunga è difficile per una procedura così delicata e complessa. Donald Trump e i democratici in Congresso lo sanno bene, e si preparano a una battaglia che, tanto per rendere il clima più infuocato, coincide con la fase finale della campagna elettorale per le presidenziali del 2020. La posta in gioco è alta per tutti e nessuno, né il presidente né i democratici, può sapere come andrà a finire. Trump è il terzo presidente ad essere coinvolto in un'inchiesta formale di impeachment, dopo Andrew Johnson e Bill Clinton.

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QUANDO SCATTA L'INDAGINE PER IMPEACHMENT
Quando ci sono gli estremi che configurano comportamenti eccezionalmente gravi da parte del presidente, come l'alto tradimento, l'attentato alla Costituzione o altri reati come l'abuso di potere, la corruzione e la violazione della sicurezza nazionale. Quest'ultimo è uno dei punti che riguardano Trump e i contenuti della famigerata telefonata col presidente ucraino Voldymyr Zelensky.
 

PRIMO MATCH ALLA CAMERA
Il cammino verso l'eventuale messa in stato di accusa del presidente parte da qui, dove attualmente la maggioranza è dei democratici. I deputati di almeno sei commissioni parlamentari porteranno avanti le indagini. Al termine di questa prima fase i risultati confluiranno presso la commissione giustizia che dovrà decidere se le accuse sono sufficienti o meno per l' impeachment. Se sì, si va al voto a maggioranza semplice in aula.

IL PROCESSO DAVANTI AL SENATO
Scatta se l'aula della Camera avrà votato per l' impeachment. Tutto avverrà sotto la supervisione del presidente della Corte Suprema. Il voto finale del Senato (attualmente in mano ai repubblicani, ma con un vantaggio minimo sui democratici) sarà a maggioranza dei due terzi. Se l'aula vota a favore l' impeachment è definitivo, senza possibilità di appello. Il presidente dovrà lasciare l'incarico.

I PRECEDENTI
Solo due presidenti nella storia Usa sono stati sottoposti a un'inchiesta formale di impeachment. Entrambi sono stati assolti: il repubblicano Andrew Johnson (1868), che si salvò per un solo voto dall'accusa di abuso di potere per aver nominato il segretario alla Guerra senza consultare il Senato, e il democratico Bill Clinton (1998), per aver mentito sulla sua relazione con la giovane stagista della Casa Bianca Monica Lewinsky e per aver ostacolato la giustizia premendo su alcuni collaboratori affinché non emergesse la verità. Richard Nixon invece si dimise nel '74, evitando così un sicuro impeachment per ostruzione alla giustizia nel Watergate. Falliti i vari tentativi di mettere in stato di accusa George W. Bush per la guerra in Iraq.

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