Coronavirus, la Cina sterilizza il denaro per evitare la diffusione del contagio

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Il denaro circola, e con esso possono circolare microbi e virus. Per questo in Cina le banche hanno ricevuto l’ordine di sterilizzare il denaro contante prima di diffonderlo in pubblico. Non è chiaro quanto e se il coronavirus possa essere trasmesso attraverso monete e banconote. Ma è comunque un dato di fatto, accertato da vari esperimenti nel passato, che sui soldi rimane di tutto, da batteri a virus, da resti di droghe varie a tracce fecali. Non sono stati condotti studi specifici sul coronavirus, ma sin dallo scorso 17 gennaio la Banca Centrale della Repubblica Popolare Cinese ha stabilito una procedura per il ritiro di denaro e la sua sterilizzazione.

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Le banche hanno ricevuto l’ordine di ritirare monete e banconote dalle zone in cui si è diffuso il virus e di disinfettare questi soldi o con il calore o con i raggi ultravioletti. Le monete così sterilizzate devono essere conservate dai 7 ai 14 giorni prima di essere nuovamente immesse sul mercato. I soldi che siano stati prelevati da zone ad alto rischio, per esempio ospedali o mercati, saranno invece chiusi dentro sacchi sigillati, trattati con la disinfezione, e depositati nelle casseforti della stessa  Banca Centrale. Al posto di queste monete, verranno immesse sul mercato nuove banconote e monete appena uscite dalla zecca, lo ha detto il vicepresidente della Banca, Fan Yifei.
 
Dallo scorso gennaio, la Banca Centrale sta lavorando per immettere sul mercato 600 miliardi di yauan immacolati (pari a 86 milardi di dollari).
  

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