Battisti, il presidente del Brasile firma il decreto d'estradizione. Ma l'ex terrorista è sparito

Michel Temer, presidente uscente del Brasile, ha firmato il decreto per l'estradizione di Cesare Battisti. Lo riferiscono i media brasiliani. Battisti, intanto, è di nuovo in fuga. Colpito dall'ordine di arresto emesso da Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano, l'ex terrorista dei Pac - la cui estradizione è stata chiesta dall'Italia perché sconti la condanna all'ergastolo per omicidio - si è reso irreperibile, e la polizia del paese sudamericano lo considera ormai un latitante. 

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La decisione di Fux, che doveva restare segreta fino alla cattura di Battisti, è stata rivelata ieri dal telegiornale della sera di tv Globo. L'arresto dell'italiano era stato chiesto dalla procuratrice generale, Raquel Dodge, «per evitare il rischio di fuga e assicurare un'eventuale estradizione». Dato che le leggi brasiliane vietano che si arresti una persona a casa sua durante la notte, all'alba di oggi un gruppo di cronisti era già presente davanti alla residenza dell'ex terrorista a Cananeia, sulla costa dello stato di San Paolo. 

Ma la casa era vuota: nessuno ha risposto al campanello e dall'esterno non si notava nessun movimento. L'avvocato di Battisti, Igor Sant'Anna Tamasauskas, ha detto ai giornalisti di non sapere dove si trovi il suo cliente, spiegando di averlo cercato al telefono, senza successo. «Ieri abbiamo saputo della decisione presa dal tribunale e fra questa decisione e la sua esecuzione Battisti ha avuto il tempo di decidere cosa fare», ha aggiunto. Tamasauskas non ha voluto però confermare che Battisti sia di fatto latitante, limitandosi a dire che «si tratta di una decisione personalissima che deve prendere lui, e lui sa quale sarebbero le conseguenze». Fonti della polizia federale tuttavia hanno fatto sapere che dopo una serie di accertamenti hanno stabilito che Battisti si trova «in una località ignota» e dunque è da considerarsi latitante.

I legali di Cesare Battisti, gli avvocati Igor Tamasauskas e Otavio Mazieiro, hanno presentato ricorso contro l'ordine d'arresto firmato da Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano e hanno chiesto la sospensione del provvedimento. Se il giudice Fux non dovesse tornare sui propri passi, gli avvocati chiedono che il Tribunale supremo esamini il ricorso in sessione plenaria prima della fine dell'anno. La difesa, come riferisce O Globo, sostiene che «non c'è più spazio» perché il governo brasiliano riveda la decisione di consegnare Battisti all'Italia, poiché sono passati più di cinque anni dal 'no' all'estradizione rifiuto di estradarlo. L'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva respinse la richiesta di estradizione presentata dall'Italia il 31 dicembre 2010. I legali ritengono che Battisti non debba subire gli effetti dei «cambiamenti nella scena politica brasiliana e la conseguente possibilità di essere consegnato al suo paese d'origine». Inoltre, affermano che non esista alcun nuovo in grado di giustificare l'arresto.

Il presidente Sergio Mattarella ringrazia il capo di Stato brasiliano Michel Temer per la decisione di firmare il decreto di estradizione per Cesare Battisti. «Il gesto da Lei compiuto costituisce una testimonianza significativa dell'antica e solida amicizia tra il Brasile e l'Italia e testimonia la sensibilità in relazione a una vicenda complessa e delicata, che suscita sentimenti di intensa partecipazione nell'opinione pubblica del nostro Paese. Apprezzo molto la determinazione della Sua decisione, che contribuisce a rendere giustizia alle vittime» e all'Italia. «Signor Presidente, desidero esprimerLe il mio più vivo ringraziamento per la Sua decisione in merito al caso del cittadino italiano Cesare Battisti, condannato in via definitiva, per reati gravissimi, dai Tribunali italiani e sinora sottrattosi all'esecuzione delle relative sentenze», scrive Mattarella in un messaggio inviato a Temer. «Il gesto da Lei compiuto costituisce una testimonianza significativa dell'antica e solida amicizia tra il Brasile e l'Italia e testimonia la sensibilità in relazione a una vicenda complessa e delicata, che suscita sentimenti di intensa partecipazione nell'opinione pubblica del nostro Paese. Apprezzo molto la determinazione della Sua decisione, che contribuisce a rendere giustizia alle vittime dei reati per i quali Cesare Battisti è stato condannato e allo Stato italiano». «Nel rinnovarLe i sentimenti di amicizia e riconoscenza del nostro Paese e miei personali - conclude il messaggio di Mattarella - colgo l'occasione per inviarLe i più cordiali saluti, uniti a fervidi auguri per le imminenti festività».

 

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