Maker Faire, Tagliavanti: «Non bisogna lasciare sole le piccole imprese»

GUARDA IL VIDEO

«Non solo studenti, ma anche famiglie e soprattutto imprenditori. Le prime che vengono per capire come cambierà la loro quotidianità, i secondi per trovare nuove idee e forme di business. E da questo si capisce che non è vero che le persone hanno paura delle novità. Anzi: è vero l'esatto contrario». Sono queste le prime impressioni di Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, della giornata inaugurale di Maker Faire Rome, la grande fiera dell'innovazione organizzata dall'azienda speciale Innova Camera.

E sul fatto che il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, abbia annunciato stamattina un investimento da parte del Mise di un milione e mezzo di euro su Maker Faire, Tagliavanti ha commentato, parlando allo stand del  Messaggero: «Per noi è un riconoscimento importante, non solo al nostro lavoro, ma anche per Roma. Oggi la nostra città vive tante difficoltà, ma dimostra di avere anche tante energie. E fare della Maker Faire la prima fiera dell'industria 4.0 in Italia, come ha annunciato il ministro, è un passo fondamentale».

Tra i padiglioni della Fiera di Roma, poco prima della visita di Calenda, c'era anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi. «Sono sicuro che anche il sindaco vorrà puntare su questo settore e sul sistema economico romano, che è tutt'altro che pigro - si è augurato Tagliavanti - Ma le piccole imprese non devono essere lasciate sole: quello che deve fare un sindaco è far sì che il che il contesto sia di eccellenza, perché se non dovesse esserlo, di conseguenza anche le imprese entrano in diffcoltà».
 

Leggi l'articolo completo
su Il Messaggero
Outbrain
Basilicata, vince il centrodestra Bardi: «Momento storico» Crollano i Cinquestelle
Russiagate, per il rapporto Mueller Trump non cospirò con Mosca
Salvini: «Niente Ius soli, ma spero di incontrare presto Ramy»
Rifiuti, un altro impianto a fuoco: brucia il Tmb di Rocca Cencia Virginia Raggi contestata
Fratelli morti caduti dall'ottavo piano a Bologna: erano in castigo. Il testimone: respiravano ancora