«Niente inciuci con M5S o vi mollo»: la valanga social si abbatte sui vertici Pd

Il referendum tra gli iscritti e i militanti del Pd, sul governo con i 5 stelle, è come se fosse già cominciato e già finito. Tutti per il No, per il No e poi No, per il Not in my name, per il #senzadime. Una valanga di tweet e di messaggi, migliaia e migliaia, piovono sul Nazareno e per lo più il popolo della sinistra, anche in vista della Direzione del partito prevista per lunedì prossimo, avverte i dirigenti: con i grillini, mai! La base scende in campo, ecco. E una volta tanto - ma mai dire mai - sembra in consonanza con gli orientamenti dei vertici del partito. Michele Emiliano, il più aperturista di tutti e da sempre verso M5S, diventa bersaglio di insulti sui social. «Vacci tu con Di Maio! E non tornare più indietro, please». Scrive Antonella Manili: «Da elettrice e tesserata Pd, se farete un accordo con M5S per un'eventuale governo, lo farete #senzadime». Enzo Capasso: «Pidiota, mafioso, colluso, disonesto, ladro, amico di Berlusconi, fascista, comunista, democristiano, schiavo, nemico dell'Italia. Questi sono solo alcuni epiteti che ho ricevuto dai grillini. E il Pd, il mio partito dovrebbe appoggiarli? No, grazie, #senzadime per favore.

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ZECCHE ROSSE
E ancora, una pioggia di cinguettii così: «Io sto con Renzi. I numeri, cari M5S, trovateveli voi. E soprattutto #senzadime», «Le mie idee sono antitetiche alle loro, a cominciare dall'antifascismo. Non c'è nessuna ragion di Stato che può rendere tollerabile questo obbrobrio», «Io non voglio che il mio partito governi con chi dice pericolose baggianate sui vaccini, non sa fare i conti, diffonde clamorose bufale, e prova a far saltare le unioni civili e lo ius soli. Se governo con i 5 stelle sarà, #senzadime». Maria Pappini dice: «Non siamo una stampella». Cristina Favati è sconvolta: «Mia hanno detto zecca rossa e puttana comunista. Mai con loro!».

Naturalmente, girando sui social e vedendo queste reazioni, Renzi si è convinto che la sua linea dura anti-M5S è quella giusta. «Il nostro popolo è con noi», esultano ai piani alti dem. Ed è con Carlo Calenda. Di cui compaiono fotomontaggi nei panni di Fidel Castro e sempre lui, come si sa, è stato soprannominato Carlo Callende, anche perché lo vedono resistere - come fosse Salvador Allende - con un metaforico mitra in pugno in difesa del palazzo del Nazareno diventato come il palazzo della Moneda sotto assedio dalle truppe di Giggino. Che vogliono imporre non tanto un golpe, ma un «inciucio» e un «incesto». Suona insomma come un beffa, per il popolo della sinistra, la manovra di Di Maio. Ma come - così si ragiona nella base dem - prima i grillini ci rubano tanti dei nostri voti, specialmente nel Mezzogiorno, e ora noi dovremmo dare una mano a questi distruttori?

L'IMBROGLIO
C'è chi vuole con il suo #senzadime lavare l'offesa che i 5 stelle inflissero a Bersani nel famoso streaming del 2013 per il «governo del cambiamento» a cui i pentastellati risero in faccia. C'è chi minaccia i vertici: «Se fate l'accordo, vi mollo». Chi s'indigna: «Quella è gente che specula sulle disgrazie della gente». Chi accusa: «Promettono cose impossibili e demagogiche». E «sono un partito azienda», «quasi quasi meglio Berlusconi». Giorgio Vascotto: «Votai Renzi in tutte le primarie. Ho votato Sì al referendum costituzionale. Mi sono riconosciuto nei governi Renzi e Gentiloni. E ora dovrei sostenere la politica di chi ci sputa addosso? Il nostro posto è all'opposizione». Barbara Ricci: «Questo è il primo tweet della mia vita. Per dire: no al suicidio politico!». E ciò che dà fastidio ai piddini de core e de bbase è anche il tentativo da parte dei 5 stelle di presentarsi come nuova sinistra pur di piacere a sinistra. E c'è chi stronca questa manovra dicendo «ciao core!», e chi grida: «A fintoniiii».

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