Le quattro candidature all'Oscar rendono giustizia a Guadagnino

Bravissimo Luca Guadagnino, che ha fatto rientrare l’Italia all’Oscar dalla porta principale. Regista coltissimo, sofisticato e cinefilo,  con il  film “Chiamami col tuo nome” ha vinto tutti i premi possibili, una cinquantina, e alla fine è arrivato a toccare il cuore dei giurati dell’Academy. Da noi non è notissimo al grande pubblico, ma negli Stati Uniti e in Francia lo adorano e lo considerano una delle punte di diamante del cinema d’autore internazionale.
La sua vicenda è esemplare. Nessuno, meglio di lui, incarna il detto “nemo propheta in patria”. I suoi film, in Italia, hanno diviso la critica. “Io sono l’amore”, acclamato in tutto il mondo, da noi è stato stroncato. “A Bigger Splash”, travolgente noir dall’energia pop, non ha convinto i critici fino in fondo. Ma adesso che “Chiamami col tuo nome” è entrato in finale all’Oscar nella categoria principale (e non in quella del miglior film straniero), tutti si precipitano a saltare sul carro del vincitore. Bravo, bene, bis, sei la bandiera del cinema italiano.
Sarebbe bastata un po’ più di attenzione e oggettività da parte della critica, in tempi non sospetti, per capire che Guadagnino era un fuoriclasse e aveva tutti i numeri per rappresentare al meglio il nostro cinema a livello internazionale. Per fortuna le 4 nomination all’Oscar gli rendono giustizia.

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