Da Berlusconi a Di Battista: italiani “rincoglioniti” se non votano per il mio partito

ROMA “Gli italiani? Li vedo molto rincoglionitil. Sarà il festival di Sanremo che inchioda davanti alla tv milioni di italiani distraendoli dalle dirette Facebook di Alessandro Di Battista, ma ieri il grillino ci è andato giù pesante nel criticare gli italiani-elettori che non danno ancora certa la vittoria del M5S alle elezioni del 4 marzo. 

L’uso del colorito termine ha dei precedenti politici illustri. Nel 2006 Silvio Berlusconi lo usò davanti alla platea dei commercianti per attaccare coloro che votavano a sinistra:  “Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse”. Epiteto non nuovo per il Cavaliere che anni prima l’aveva usato per definire Walter Veltroni, ma che nel 2006 non portò bene alla coalizione di centrodestra che, seppur di poco, venne battuta alle elezioni dal centrosinistra di Romano Prodi.

Attribuire agli elettori “coglioni” la responsabilità di una possibile sconfitta non segnala la presenza di uno statista, ma di un politico che ripete con più o meno efficacia slogan e idee prese dalla “gente”, salvo poi scoprire che non portano voti.

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