La caduta degli dei: in Ciociaria i leader fanno flop

I TROMBATI
Elezioni 2018: la caduta degli dei in Ciociaria. O meglio: quando i leader dei partiti maggiori fanno flop. Loro non so le immaginavano neppure, ma è finita ingloriosamente: il leader di Forza Italia Mario Abbruzzese e quelli del Pd ciociaro, il senatore uscente Francesco Scalia e il presidente dell'Asi Francesco De Angelis, non sono stati eletti. Dovevano essere i trionfatori di queste elezioni, specialmente Abbruzzese, ma invece, rimarranno a casa. Disoccupati dopo oltre un decennio di incarichi a tutti i livelli.
Mario e Francesco, si diceva fino a ieri, quando si voleva sottolineare che nella politica ciociara non si muoveva foglia senza il placet dei due comandanti. La diarchia dei due Franceschi nel partito democratico, si aggiungeva invece, quando si voleva evidenziare lo stallo all'interno di una delle formazioni politiche più importanti della provincia. Non ce l'hanno fatta a tornare in Parlamento neanche la senatrice Maria Spilabotte e il deputato Nazzareno Pilozzi, entrambi del Pd, ma si tratta di figure minori. Semaforo rosso anche per l'ex calciatore del Milan, il fiuggino Beppe Incocciati, che non ce l'avrebbe fatta a diventare senatore nel proporzionale.
LE DICHIARAZIONI
Pieni di amarezza i commenti dei leader sconfitti. Ecco quello di Mario Abbruzzese sconfitto per meno di 100 voti nel collegio della sua Cassino da una grillina frusinate, Ilaria Fontana: «In questa Provincia - mastica con rabbia - la gente si lamenta sempre che non ci sono rappresentanti del territorio, poi quando ci sono li penalizzano sempre. E' ovvio che questo dato pesa molto, soprattutto per le scelte strategiche per il territorio e spero che ci sarà un'attenzione particolare da parte di chi è stato eletto perché questa provncia ha bisogno di assistenza continua e dove c'è la più importante azienda che è la Fca. Lo farò anch'io perché intendo continuare questa attività con maggiore grinta e maggiore forza perché è sempre giusto metterci la faccia anche quando si perde. Resto a disposizione e non lascerò il partito anzi, intendo continuerò a fare l'allenatore di questa grande squadra».
Non è da meno il senatore uscente Francesco Scalia che parte da lontano: «Il voto è chiaro: gli italiani hanno deciso di bocciare le forze politiche che in questi anni hanno governato e hanno condotto il Paese fuori da una crisi profonda. Ma gli elettori hanno sempre ragione e ora tocca a chi ha ricevuto i suffragi maggiori governare. Il risultato del mio partito è nettamente negativo oltre le più buie aspettative e tanto basta per respingere un'analisi del voto sommaria e orientata alla ricerca di un unico colpevole. Tale, infatti, è la dimensione della debacle, anche in territori storicamente nostri, che non può che investire un intero gruppo dirigente, nazionale e territoriale, e, pertanto, non può essere archiviata con delle scorciatoie».
Poi passa alla dimensione locale: « Quanto a me, ho avuto il privilegio di amministrare prima la mia città e poi la mia provincia, quindi di partecipare ad una bellissima legislatura, che credo abbia contribuito a cambiare in meglio il nostro Paese. Ho impegnato tutto me stesso nell'attività amministrativa e politica, credo con qualche risultato per la mia terra. Ho avuto molto dalla politica e di questo ringrazio il Partito ed i tanti elettori che in ogni competizione elettorale mi hanno rinnovato la loro fiducia. Oggi è venuto per me il momento di mettermi a disposizione dei giovani del mio partito se vorranno - l'esperienza di oltre trenta anni nelle istituzioni. Continuerò a fare politica da semplice militante, non ricoprendo più incarichi istituzionali e dirigenziali».
De Angelis, infine, ha preferito rinviare ogni commento ai prossimi giorni. Aveva detto che era in posizione eleggibile, al terza nel listino proporzionale della Camera, ma la frana del partito a livello nazionale ha infranto i suoi sogni di gloria. Non si sente del tutto sconfitto, però, in quanto i suoi due delfini, Mauro Buschini e Sara Battisti, ieri sera stavano veleggiando verso l'elezione a consigliere regionale. Non sarà una vittoria per lui, ma una consolazione. Chi si accontenta gode.
 

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