Whirlpool a Napoli, stop alle attività dal 1° novembre. I lavoratori: «Traditi da governo e Mise»

Whirlpool Emea «prende atto con grande rammarico della mancata disponibilità da parte del Governo a discutere il progetto di riconversione del sito», ossia della cessione del sito di Napoli alla società Prs che produce container refrigeranti e non più lavatrici. Così in un comunicato l'azienda, che sul progetto ha aggiunto: «Rappresenterebbe l'unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e la sostenibilità nel lungo periodo dello stabilimento». Vista l'impossibilità di discutere di riconversione, Whirlpool «si trova costretta a procedere alla cessazione dell'attività produttiva dal 1 novembre 2019».

L'annuncio ha scatenato la protesta dei lavoratori. Questa mattina il bivio A1/A3 Napoli-Salerno e il bivio con la A1 Milano-Napoli, sono stati chiusi in entrambe le direzioni all'altezza del km 4 per una manifestazione dei dipendenti della Whirlpool e sulla A1 Milano-Napoli si è formata una coda di 3 km tra la Diramazione di Capodichino ed il Bivio con la A3. All’incirca verso le 13:45 il traffico sull’A3 è tornato regolare, dopo le code dovute all'occupazione della carreggiata iniziate intorno alle 12 di stamattina.

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L'incontro con il premier Conte Successivamente, in una nota il il gruppo Whirlpool Italia ha commentato l'incontro con il premier Giuseppe Conte previsto oggi a Palazzo Chigi proprio sulla cessione dello stabilimento: «Vista l’impossibilità di una discussione sul merito del progetto di riconversione e i mesi di incontri che non hanno portato ad alcun progresso nella negoziazione - si legge - l’azienda, come comunicato durante la riunione a Palazzo Chigi, si trova costretta a procedere alla cessazione dell'attività produttiva, con decorrenza 1 novembre 2019». E ancora: «Nonostante ingenti investimenti realizzati negli ultimi anni, lo stabilimento di Napoli non è più sostenibile per via di una crisi strutturale. Il sito opera infatti al di sotto del 30% della capacità di produzione installata a causa del drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale e di congiunture macroeconomiche sfavorevoli, condizioni non previste né in alcun modo prevedibili al momento della sottoscrizione del Piano Industriale del 25 ottobre 2018».

«La disponibilità confermata oggi dal Governo e quella inclusa nel decreto per la risoluzione delle crisi aziendali sono misure non risolutive e che non possono incidere né sulla profittabilità del sito di Napoli nel lungo periodo, né sulla competitività di Whirlpool nella regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa)». La nota fa riferimento anche agli altri stabilimenti italiani: «Whirlpool EMEA tiene a ribadire la strategicità dell’Italia, dove sono impiegate circa 5.500 persone e dove l’Azienda ha realizzato investimenti significativi nel corso degli anni, arrivando a costruire la più forte presenza produttiva del settore. In questo contesto, Whirlpool confida nella continua collaborazione con il Governo italiano per supportare la propria forte presenza nel Paese e per garantire che gli investimenti rendano i propri impianti competitivi per il mercato globale»

Der Magistris, Napoli si farà sentire. «Attendo con fiducia la convocazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ma Napoli farà sentire la sua voce in modo forte e vibrante anche con proposte innovative e rivoluzionarie e non lascerà soli i lavoratori». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in riferimento alla vertenza Whirlpool nel giorno in cui non ha dato esiti positivi l'incontro che si è svolto a Roma. Il sindaco nei giorni scorsi aveva riferito di aver avanzato una richiesta di incontro al premier per discutere di diversi temi riguardanti la città di Napoli e con particolare attenzione alla vicenda Whirlpool anche in vista dell'avvicinarsi del 31 ottobre, termine fissato dall'azienda. «Vorrei che Conte sapesse fino in fondo che questa è una vertenza della città tutta e vorrei avere un confronto su questa vertenza rispetto alla quale sono molto preoccupato. Il Governo - ha aggiunto il sindaco - non è riuscito ad affermare la sua autorevolezza che significa far rispettare un accordo firmato nell'ottobre 2018. Da sindaco vorrei sapere quale è la fine che questi lavoratori devono fare altrimenti dobbiamo considerare il silenzio anche un atteggiamento di inadeguato rispetto nei confronti della terza città d'Italia che - ha sottolineato - non può vedere chiudere un'azienda in questo modo e con queste modalità solo perchè l'Italia è un Paese non in grado di far rispettare un accordo firmato dal Governo e dall'azienda e su cui alcuni ministri hanno fatto al loro campagna elettorale».

FI, Carfagna: Whirlpool simbolo fallimento scelte governo. «Tra piani per il Sud, reddito di cittadinanza e bonus, sono ormai anni che si crede di poter rivitalizzare l'economia del Sud con le mance e le briciole. E la manovra che il governo a traino giallo-rosso sta preparando prosegue nella stessa direzione. La conclusione verso la quale sembra avviarsi inesorabilmente la vicenda Whirlpool dimostra che queste soluzioni omeopatiche non hanno alcun effetto: serve una terapia d'urto, come la nostra proposta di No-Tax area per il Sud e un piano di investimenti straordinario, da finanziare con le risorse oggi sprecate con il finto reddito di cittadinanza». Lo afferma in una nota Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. «L'ennesimo vertice fallito stamane al Mise sullo stabilimento Whirlpool di Napoli racconta purtroppo due cose: primo, l'azione dell'accoppiata Conte-Di Maio nel precedente governo non godeva di alcuna credibilità, tanto da promuovere accordi che l'azienda si sente oggi in diritto di non rispettare, peraltro senza che l'esecutivo stesso per mesi monitorasse la situazione; secondo, la totale incapacità del governo Conte-bis di offrire agli investitori condizioni adeguate per un rilancio della loro presenza nel Mezzogiorno d'Italia, a cominciare proprio dalla manovra finanziaria che si accinge ad approvare».

Lega, Durigon: peso contrattuale governo Conte pari a zero. «Il peso contrattuale di questo governo anche nella crisi Whirlpool è pari a zero. Conte e il ministro Patuanelli è come se non fossero mai andati all'incontro con la multinazionale americana che non ha ceduto di un millimetro. Una situazione drammatica figlia anche della non curanza e della scarsa attenzione mostrata da Di Maio quando era a capo del Mise. Basti pensare che Di Maio, convocato per ben 3 volte dalla commissione attività produttive proprio per le crisi aziendali, non si è mai presentato. I nodi prima o poi vengono al pettine e purtroppo a pagarne le conseguenze sono i 330 lavoratori della Whirlpool di Napoli che dal primo novembre si ritroveranno senza lavoro». Lo afferma il deputato della Lega Claudio Durigon.

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