Lampedusa, trovata barca con 12 corpi in fondo al mare: madre e bimbo abbracciati. Soccorsi altri 290 migranti

Il barcone naufragato il 7 ottobre è stato individuato ad una sessantina di metri di profondità, a sei miglia a sud di Lampedusa. Almeno 12 i corpi individuati dai sommozzatori della Guardia Costiera, tra cui una giovane donna e un piccolo bimbo. I prossimi giorni saranno effettuate le operazioni di recupero da parte della Guardia Costiera. È possibile vi siano anche altri corpi nelle vicinanze del barcone. I cadaveri sono stati individuati da un robot subacqueo della Guardia Costiera che da giorni perlustrava la zona. 

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E ci potrebbero essere «altre vittime in fondo al mare» oltre ai corpi delle dodici persone individuati oggi a circa 60 metri di profondità a poca distanza dal luogo del naufragio di Lampedusa dello scorso 7 ottobre, costato la vita a 13 donne. Lo ha detto all'Adnkronos il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, commentando il ritrovamento dei cadaveri grazie a un robot della Guardia costiera e ai sommozzatori. «Ci abbiamo creduto fino alla fine - dice il magistrato - La Guardia costiera ci ha creduto e non ha mai mollato». «I barchino è stato individuato grazie a un sonar- dice il pm - a quelle profondità i sommozzatori possono stare davvero pochi minuti». «Oggi è stata trovata dal robot una macchia che era compatibile con il barchino naufragato - racconta ancora il Procuratore aggiunto Vella - a quel punto il robot è stato mandato giù in profondità ed allora è stato individuata l'imbarcazione. Anche il nome corrisponde». Il magistrato è stato colpito soprattutto dall'immagine della mamma abbracciata al figlio piccolissimo. «Domani riprenderemo e ricerche - dice - Il piano è di mandare giù i sommozzatori per portare su un cadavere alla volta. CI vorranno almeno tre giorni». E ha aggiunto: «Gli uomini della Guardia costiera ci hanno messo non solo la professionalità ma anche il cuore...».

Circa 290 migranti a bordo di un barcone sono stati soccorsi a 32 miglia da Lampedusa, in acque Sar maltesi, da motovedette italiane della Guardia costiera e della Guardia di finanza che sono ora in attesa di un 'place of safety', un porto sicuro dove sbarcare.


 

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